Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 09:57

LETTERE ALLA GAZZETTA

I radicali devono ritrovare l’unità interna

Caro direttore, s’è chiuso, a Roma il 40° congresso del Partito radicale.
Ad essere «sconfitti» sono stati i cosiddetti quarantenni, guidati da Magi e Cappato, vicini ad Emma Bonino.
Il documento approvato ha il merito di porre una questione vitale per un piccolo partito d’opinione e di lotta: il rientro del debito e il raggiungimento di 3.000 iscritti nel 2017.
Purtuttavia è necessario che vengano superate, quanto prima, le incomprensioni fra l’anima boniniana e quella pannelliana.
Nella vulgata comune e ben accetta, abbiamo sempre inteso il partito radicale come un movimento fuori dal sistema, fuori dal palazzo, privo di correnti. Si deve presto trovare un’unità di intenti.
Un giovane di assoluto valore e vivace intelligenza come Marco Cappato non può essere marginalizzato.
Il suo impegno propositivo e massiccio, in questi anni, all’interno dell’associazione Luca Coscioni è stato mirabile, esemplare.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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