Giovedì 24 Gennaio 2019 | 07:05

LETTERE ALLA GAZZETTA

Anche gli inglesi scoprono le bellezze del Pollino lucano

Il Pollino lucano, soprattutto in questo periodo è meta di vacanzieri alla ricerca degli angoli più suggestivi della montagna gigante che cuce la Basilicata alla Calabria. Sul più grande complesso montano del Meridione, che i latini dedicarono al dio Apollo, arrivano soprattutto pugliesi (che si può dire sono ormai di casa) e campani, anche se non mancano presenze di altre regioni italiane.
Di recente anche gli stranieri hanno scelto di trascorrere qualche giorno sul Pollino, attratti dal fascino di tante bellezze naturali, da paesaggi fiabeschi da incorniciare nell’album dei ricordi di ciascuno. Durante le ultime vacanze pasquali un gruppo di inglesi ha «scoperto» il Pollino. Per alcuni giorni si sono fermati a Terranova di Pollino, il piccolo e accogliente centro a monte della valle del Sarmento, visitando poi i luoghi più vicini all’abitato, come la contrada «Catusa», del Comune di San Giorgio Lucano. Una località a circa 1.400 metri di altitudine, ricca di faggi giganti e di una sorgente d’acqua tra le più fresche e salutari del complesso montano. A inizio di settembre è previsto l’arrivo in zona di un un altro gruppo di inglesi.
Nell’area sud della Basilicata, oltre alle tante bellezze naturali, sono presenti due comunità albanofone: San Paolo Albanese e San Costantino Albanese, dove tradizioni, usanze, dialetto sono quelli della terra di provenienza. Una puntatina nei due i piccoli centri è quasi d’obbligo, se si vuole conoscere il caratteristico mondo arbereshe.
Per rendere completa la villeggiatura due sono nella valle le iniziative che fanno da richiamo: a San Costantino Albanese, nel periodo estivo, tutti i giorni, dalle 10 alle 19, si «vola». Il «Volo dell’Aquila» fa provare, infatti, l’ebbrezza del muoversi nell’aria. Si sorvolano squarci di paesaggio ancora per fortuna incontaminato. Da pochi giorni, sempre a San Costantino Albanese, è funzionale il Parco Avventura realizzato in un bosco di cerri, querce a non troppa distanza dall’abitato, a un’altitudine di circa mille metri. Per chi ama scarpinare il fascino del «Bosco della Principessa» è da Terranova di Pollino a portata di mano. Superata la località di Abetisole, da casino Toscano si sale fino alla grande porta del Pollino, a 1800 metri di quota, in un bosco ricco di fiori campestri che rendono quasi irreale il paesaggio. Serra delle Ciavole e Serra di Crispo sono a non troppa distanza dall’ingresso nella piana e creano un’oasi di rara bellezza naturale con le colonie di pini loricati (pinus leucodemis, dalla corteccia a forma di scaglie che ricordano le piastre metalliche delle antiche corazze romane: le loriche). È considerato dagli studiosi un fossile vivente per le vicende geologiche di cui è stato testimone. È un albero che sfida il tempo, le intemperie, originario della Penisola Balcanica ,«arrivato» sul Pollino durante la glaciazione. Sulle pendici delle cime più alte del massiccio montano, muovendosi tra questi alberi dalla centenaria vita si ha la sensazione che il tempo si è fermato.

Vincenzo Carlomagno, Potenza

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