Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 15:57

LETTERE ALLA GAZZETTA

I debiti dei baresi una tradizione raccontata nel dialetto

Viva i debiti, viva le cambiali. «Prestiti e rate, sono i baresi i più indebitati del Mezzogiorno», scriveva in prima pagina la «Gazzetta» del 27 agosto, citando i dati dell’osservatorio «Mister Credit». E su questo dato possiamo citare proverbi e aneddoti riferiti alla storia delle tradizioni popolari baresi citati nel testo di Alfredo Giovine, «Proverbi pugliesi».
Intanto diciamo subito che il debitore barese è «u koppunìste», e chi compra qualcosa a rate compra «a rascke». Quando si toglie il debito, è come quando si è partorito: «Dèbbete levàte dogghia passàte». Ma c’è chi i debiti non li vuole pagare e trova ogni pretesto per non farlo: «Acquànne s’ava pagà, tanne chiove la case». E comunque dal malpagatore si deve prendere anche il poco, benedetto e subito: «Da u malapagatòre acciàffe chedde ca puète». C’è poi chi si ammala per aver fatto debiti: «Le keppùne donne u predìte alla cape». E sono tutti d’accordo i baresi nel definire in modo malefico un debito, perché: «ce u dèbete fosse buène ognune mbrestàve la megghière».

Felice Alloggio, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400