Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 01:41

LETTERE ALLA GAZZETTA

Dio a nostra immagine e somiglianza

Dov’è Dio? E’ la domanda che da sempre si è posta l’umanità davanti alle tragedie. Non abbiamo altro modo di conoscere la realtà se non con gli organi di senso, strutture organiche, e pretendiamo di comprendere, addirittura misurare l’infinità dell’essenza divina. Il pensiero stesso è elaborato da strutture organiche destinate a perire e condizionato da influssi ancestrali e comportamentali. Possiamo mai vedere Dio? Toccarlo, odorarlo, sentirne il gusto e il suono? Possiamo solo pensarlo a nostra immagine e somiglianza. Chi ha perso la vita in quelle tragedie forse già sa perchè è successo, a chi sopravvive è dato solo giudicare se quel che succede è bene o male, l’unica traccia di Dio che ci è concessa per guidare la nostra libertà d’azione. Fede è, con Balzac, credere nell’incomprensibilità di Dio.

Francesco Berardino, Foggia

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