Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 06:42

LETTERE ALLA GAZZETTA

La straordinaria storia della Sibylla contessa di Conversano, duchessa di Normandia

La violenza terroristica va ormai spargendo sangue ed odio ovunque. Dopo Parigi, Bruxelles, Nizza, ora è stata la volta della Normandia e più specificatamente nel territorio cittadino della splendida Città di Rouen, ove, il 26 luglio mattina, alcuni fanatici che usano la religione per dare sfogo alle loro frustrazioni senza fermarsi nemmeno dinanzi ad un vecchio sacerdote, l’86enne attivissimo padre Jacques Hamel (addirittura sgozzato mentre celebrava la messa) ed inermi suorine, hanno inorridito il mondo intero. Ulteriore choc e grande dolore generale e profonda solidarietà da parte di tutti gli Europei. Ed in maniera particolare dei cittadini e studiosi di Conversano, che da tempo hanno un legame diretto, storicamente meraviglioso, con la comunità religiosa e laica di Rouen. Infatti – è opportuno ricordare sia pure sinteticamente - nella maestosa cattedrale di quella città normanna, al centro dell’abside principale, è collocata, ben visibile e leggibile, la pietra tombale dedicata alla giovane e bellissima Sibylla d’Altavilla, Contessa di Conversano, in quanto figlia del primo conte di Conversano Goffredo 1° il Normanno (XI sec.) e Duchessa di Normandia, in seguito alle nozze contratte con Roberto II, figlio primogenito di Guglielmo il Conquistatore, divenuto dopo la famosa battaglia di Hastings Re d’Inghilterra, sul cui trono sarebbe succeduto proprio il figlio Roberto con la consorte Sibylla, incoronata Regina. La sorte, però, riservata ai novelli sposi, per un complesso di vicissitudini e contrasti dinastici tra fratelli, fu ben diversa: Sibylla, appena due anni dopo il matrimonio, moriva nel 1102, all’età di 22 anni circa, in modo del tutto misterioso; il principe Roberto, invece, fatto prigioniero dal fratello Enrico I e messo in cattività a vita, prima nella Torre di Londra, poi a Bristol ed infine nel Castello di Cardiff, ove morì all’età di 80 anni. Intanto la fama della Duchessa Sibylla, molto amata e apprezzata dall’intera popolazione, si diffuse in maniera straordinaria, tanto che la sua “pietra tombale”, posta nella Cattedrale di Rouen, viene ancor oggi ornata con la seguente eloquente dedica in latino: Sibylla De Conversana/ Apulien Ortu/ Quan Duxit Uxorem /Robertus Brevis Ocrea Dictus/ Normannorum Dux/ Invictus Filius Guillelmi Conquistatoris/ Acerba Nimis Morte Praerepta/ Post Biennium Conubi / AM-M-C-II / Gentis Olim Delicium Dein Desiderium/ Nunc Cinis/ Serius Revictura ! Questo piccolo ma molto previlegiato “monumento funebre”, che decanta la giovane Contessa conversanese ( traducendo in italiano l’ultima parte della dedica):“prima delizia poi desiderio della gente/ ora cenere/ in futuro risorgente”, è diventato in quest’ultimo periodo un punto di riferimento per gli storici e scrittori meridionali e ,soprattutto, quasi un luogo di pellegrinaggio di numerosi soci del Club Unesco di Conversano e di altri Club di Puglia, sempre più desiderosi, in collaborazione con i Benedettini dell’Abbazia di Noci e di Notre Dame du Bec in Normandia, di dare vita, nel nome di S. Anselmo d’Aosta , accanto alla ben nota “Via Francigena” anche all’auspicabile “Via Normanna”.

Domenico Roscino, Presidente emerito del Club Unesco di Conversano

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