Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 20:52

LETTERE ALLA GAZZETTA

La moda di salire sempre sul carro dei vincitori

Tempo fa, a Taranto, l’arcivescovo ha richiamato un parroco per aver accolto la richiesta di celebrare una messa in suffragio di Mussolini e Giovanni Gentile di alcuni nostalgici missini, fino a costringerlo ad annullarla. E tanto mentre si celebra nella Chiesa cattolica il giubileo della misericordia, indetto da papa Francesco. Viene spontanea - come si suol dire - la domanda: la misericordia divina fa differenza tra destra e sinistra nel senso che la concede agli uomini di sinistra e la nega a quelli di destra? Se così fosse sarebbe davvero sconcertante. E, poi, la famosa locuzione virgiliana non recita: parce sepulto, nel senso che ai morti bisogna perdonare i peccati, ammesso che ne abbiano compiuti? A scanso di equivoci voglio precisare che non ho simpatie per la destra o per il fascismo che non ho conosciuto, ma se fossi nato prima e fossi stato iscritto a quel partito, certamente non avrei rinnegato il mio passato, a differenza di tanti intellettuali che, fascisti con tessera prima del famoso 25 luglio del 1943, diventarono immediatamente antifascisti il giorno dopo alla caduta e all’arresto di Mussolini. Salendo spavaldamente , come si suol dire, sul carro dei vincitori.

Salvatore Sisinni, Squinzano (Lecce)

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