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LETTERE ALLA GAZZETTA

Privilegi abnormi in televisione

Suscitano accese polemiche i compensi di alcuni dirigenti della Rai. Il presidente della televisione pubblica, Monica Maggioni, e l’amministratore delegato, Antonio Campo dall’Orto, difendono coi denti i loro «modesti» guadagni, rispettivamente di 370mila e di 650 mila euro l’anno.
Alcuni direttori di telegiornale percepiscono 300mila euro l’anno. E, addirittura, alcuni giornalisti inutilizzati oltre 200mila euro l’anno. I politici, categoria avvezza anch’essa a remunerazioni d’un certo riguardo, da Renzi a Gasparri, vorrebbero che non si superasse il tetto dei 240mila euro.
In un Paese travagliato e allo stremo, l’Italia, con pensioni minime alla fame, dove i potenti che viaggiano in prima classe sono sempre più potenti a detrimento dei più indigenti, con il reddito di cittadinanza o di dignità che appare ancora un miraggio, con un canone televisivo impopolare, fuori d’ogni retorica, possiamo serenamente affermare che a noi comuni cittadini appaiono abnormi, esagerati sia gli introiti dei politici che quelli dei dirigenti Rai, anche se non superassero il tetto di 240 mila euro l’anno. Con profonda stima.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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