Domenica 20 Gennaio 2019 | 00:32

LETTERE ALLA GAZZETTA

La politica estera torni al centro della scena

La politica italiana è sempre più provinciale. Mentre il mondo è in subbuglio a causa di problemi epocali come il terrorismo, la Brexit, i flussi migratori e la perdurante crisi dell’economia globale, il nostro dibattito politico, purtroppo, è quasi tutto incentrato su argomenti inerenti esclusivamente il nostro piccolo orticello nazionale. I partiti, di maggioranza come di opposizione, si accapigliano su temi a dir poco ridicoli e non percepiti come esiziali dalla maggioranza degli italiani. Si va dal referendum sulla riforma costituzionale del prossimo autunno - che apporta modifiche quasi impercettibili alla nostra Carta –, alla venuta dei nuovi sindaci pentastellati in alcune città importanti, per poi passare a parlare di legge elettorale. Insomma, quisquiglie rispetto ai veri temi che occupano l’agenda della politica mondiale. L’autoreferenzialità della nostra politica, non è un fatto nuovo, da sempre infatti i nostri governi e l’intera classe politica è sempre stata poco incline a dare il giusto rilievo ai temi internazionali. Vuoi per ragioni di tattica politica interna, vuoi per oggettivi limiti del nostro peso internazionale, da noi i temi esteri sono sempre stati ai margini del dibattito politico.
Se questa marginalità fino a un decennio fa era per certi versi tollerabile, ora, di sicuro, non lo è più, anzi. Non solo perché le scelte di politica interna sono quasi del tutto determinate da quanto avviene a livello europeo e non solo, ma, anche e soprattutto, perché quelli attuali sono tempi che non solo richiedono ma impongono maggiore consapevolezza dello scenario globale da parte di tutti, governi, politici, cittadini.
Dobbiamo superare questo nostro limite, iniziando a pretendere dalla nostra classe dirigente una maggiore e più puntuale attenzione alle tematiche internazionali. L’Italia, seppure fortemente indebolita, resta un paese del G7 e uno dei più importanti paesi europei, inoltre geograficamente è situata in una posizione cruciale nel cuore del Mediterraneo. Insomma, governo e parlamento devono abbandonare questo carattere provinciale e, mettendo da parte le rispettive logiche di convenienza tutta interna alle nostre mura, devono volgere lo sguardo al di la dei nostri confini. La politica estera, non deve restare ad esclusivo appannaggio di un piccolo gruppo di addetti ai lavori, ma deve bensì diventare uno dei perni principali del nostro dibattito e operato.

David Roberto Consiglio, Bisceglie (Bat)

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