Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 11:56

LETTERE ALLA GAZZETTA

Bambolina la sindaca della Capitale?

Casa di bambola. Sarà che non hanno di meglio da offrire, ma il livello della dialettica politica è sceso al di sotto della rete fognaria. Bossi inaugurò il festival agitando il suo celodurismo ad uso e consumo dei suoi avversari ai quali ricordava, bontà sua, che le pallottole costavano solo trecento lire (oggi, in euro, quasi regalate).
Poi venne Grillo i cui vaffa erano accolti, dalle folle osannanti, con l’ovazione che accompagna il gol della nazionale e prometteva di aprire il Parlamento non a bivacchi di manipoli, per quelli c’è sempre tempo, ma come uno scatola di tonno (dall’apriscatole al rompiscatole il passo è breve).
Con Renzi pensavamo di stare tutti sereni, ma subito si accinse a ridurre i suoi oppositori interni in cubi compressi, come quelli che le presse meccaniche fanno delle auto da rottamare.
Ultimamente il sindaco di Napoli invita Renzi a recarsi con urgenza là dove da i suoi effetti il lassativo. In mezzo a tante sconcerie, come facciamo a prendercela con il buon De Luca per aver chiamato bambolina la sindaca di Roma? Bambolina, una evocazione poetica, un apostrofo rosa, detto da chi, parafrasando Crozza, potrebbe vantarsi che “ le bambole, in Italia, le ho portate io”.

Francesco Berardino, Foggia

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