Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 00:26

LETTERE ALLA GAZZETTA

Sanità, non basta la buona volontà dei singoli

Pochi giorni addietro la presentazione del report Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) ha sollevato giustamente non poche polemiche. Inevitabili, considerata la realtà che viene fuori dalle interviste effettuate, sempre col doveroso beneficio verso le statistiche (ricordate tempo fa l’ironia del pollo e mezzo a testa?). Però, più che fare il solito elenco di tutto quel che non va, pare opportuno evidenziare, tra i dati negativi, il tragico fallimento degli screening oncologici.
La Puglia era già stata una delle ultime regioni ad avviare la chiamata, ma tutti i sacrifici (è proprio il caso di ricordarlo!) che ne consentirono la partenza risultano vanificati dalla penosa situazione attuale. Da una ricerca dell’Università Cattolica si evince che per il cancro del collo dell’utero solo il 30% risulta invitato con un’adesione del 61%, va un po’ meglio per il cancro della mammella (inviti 62%, adesione 32%) mentre sono drammatici i numeri relativi al cancro del colon-retto (chiamato solo il 3%, adesione 22%), come dire praticamente inesistente.
E probabile si paghi lo scotto di aver fatto affidamento più sulla buona volontà e grande disponibilità dei singoli, troppo spesso afflitti da una situazione di precariato, che su un progetto saldo e sicuro in grado di andare avanti malgrado le inevitabili contingenze. Eppure proprio su quello si dovrebbe riprendere ad investire se si vuole davvero passare da una richiesta di sanità (cura) ad una domanda di salute (prevenzione). Invocare, con ostinazione e sino alla noia, un mutamento degli stili di vita nel breve e medio termine serve davvero a poco.

Giuseppe Gragnaniello, Terlizzi (BA)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400