Venerdì 18 Gennaio 2019 | 01:11

LETTERE ALLA GAZZETTA

Un monumento al sentimento dell’amore

Ho sentito ripetere anche da ragazzini alla prima cotta magari per gioco o per emulare i grandi, oppure da coloro che non sono sposati come personale promessa, e naturalmente sull'altare le espressioni solenni "ti amerò nel bene e nel male, in ricchezza e povertà, in salute e malattia".
Forse più agli uomini che alle donne queste frasi s'incidono sulla loro psicologia che poi dinanzi alla realtà che quasi mai segue la forza e la profondità di quei contenuti, reagiscono malamente. Non vuole essere una spiegazione della violenza sulle donne, è una riflessione che ad una unione terminata come si dice, ad una coppia scoppiata, l'uomo non riesce a pensare che dopo un amore ce n'è può essere un altro.
No, vuole quella donna, vuole l'interezza di quel momento del passato, vuole la sicurezza iniziale, perché in quelle stupende parole vi è un monumento al sentimento dell'amore, che la donna manda in frantumi quando se ne va.
Forse quelle espressioni solenni bisognerebbe cambiarle con altre più consone ai tempi moderni. Più leggere.

Lilli Maria Trizio, Bari

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