Lunedì 21 Gennaio 2019 | 18:33

LETTERE ALLA GAZZETTA

Ma non tutti i rifugiati sono come noi

I rifugiati sono persone come noi!?
Lo ha detto il Papa.
Gli islamisti (anche loro rifugiati) sono come me!?
I musulmani sono come te che stai leggendo!?
Io penso che l'Italia è stata scelta da questo papismo per restaurare il potere perduto di Roma. I gesuiti, Papa in primis, si stanno riappropriando dei giovani con astuzia. Ed ecco che l'Italia sta smarrendo quell'apparenza di laicismo che le era rimasta e della Repubblica abbiamo solo l'etichetta.
Immaginate gli uomini al potere che stanno scoprendo di non avere più in mano gli ingranaggi: stanno perdendo i funzionari obbedienti, i militari disciplinati, i magistrati integri. Come governare onestamente, se non c'è più nemmeno un funzionario che esegue onestamente le disposizioni?
Come imprigionare i veri delinquenti, quando vi sono i magistrati per assolverli?!
A riguardo, i magistrati stanno impudentemente facendo gli antropologi. Al posto di interpretare le leggi in virtù dei nostri principi costituzionali o neocostituzionali, si stanno pericolosamente appellando addirittura alle "argomentazioni culturali". Per intenderci, se in un paese terzo, al di fuori della nostra Italia, è "consuetudine" ammazzare le persone con il macete, allora il rifugiato che ammazza qualcuno con il macete in Italia, secondo i magistrati va giustificato perché dalle sue parti si usa così. In pratica, i magistrati stanno discriminando gli Italiani di fronte alla legge. Un reato lo è per alcuni e non lo è più per i presunti rifugiati, in un imputridimento dei valori e dei principi delle nostre leggi.
Quindi, al caro Papa dichiaro apertamente che i rifugiati non sono come noi.

Vittorianna Manzari, Bari

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