Martedì 22 Gennaio 2019 | 14:15

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il marketing prevale sulla medicina?

Nessun legame tra colesterolo e malattie cardiache. E’ la conclusione di una ricerca di un gruppo di esperti, pubblicata sul British medical journal (riportata anche dalla Gazzetta il 19 giugno), che ha preso in esame un campione di 68mila persone over 60, nel quale il 92% degli individui che presentava alti livelli di colesterolo Ldl (quello cattivo) ha vissuto a lungo e comunque di più di chi aveva bassi valori, concludendo che non vi era alcuna associazione tra elevati livelli di colesterolo e malattie cardiache.
Ma non finisce qui, perché già nel 2013 un certo Dottor Dwight Lundell, accusato poi di truffa, aveva già sollevato pesantemente il problema affermando che “Le statine sono inutili e che la sola cosa certa è che rappresentano un mercato globale di oltre 30 miliardi di dollari l'anno ai quali si aggiungono altri 100 miliardi per, screening ed esami vari, con l’aggravante che la FDA americana (ente appartenente al Dipartimento della salute) aveva già approvato da tempo l’utilizzo di statine non solo per il trattamento di pazienti con colesterolo normale, ma anche per i bambini (!).
Sorge il vago sospetto che sia sempre il marketing a trionfare nella medicina.

Armando Santoro, Bari

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