Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 07:48

LETTERE ALLA GAZZETTA

Diamo un riconoscimento all’eroe che ha salvato quattro bambini

C’erano meno di cinquanta persone qualche giorno fa ad assistere alla celebrazione della S. Messa in ricordo di Cesare Dentico, onesto cittadino barese, a un anno della sua dipartita dopo che durante la domenica del 14 giugno 2015 si immolò tra le onde delle acque di Castellaneta Marina per salvare quattro bambini in balia delle onde. Ci riuscì Cesare, ma non salvò se stesso, non riuscì a tornare a casa, al suo lavoro. Faceva il panettiere, tutte le notti. Aveva quarantaquattro anni.
E se pensiamo che quella S. Messa era dedicata al tempo stesso anche a altre tre ricorrenze riferite alla morte di altrettanti cittadini, allora il ricordo diventa ancora più struggente, colmo di solitudine oltre che di disperazione.
La storia di Cesare Dentico è quella di uno straordinario Eroe contemporaneo, di quelli straordinari, sconosciuti e che restano tali nella loro beata passione di donarsi agli altri fino a rinunciare alla propria vita, fino a rinunciare al proprio respiro, a tutto.
È stato un Eroe Cesare Dentico. Uno di quelli che il destino definisce come “ultimi”, anche dopo il loro sacrificio, anche nel giorno del loro ricordo innanzi a uno sparuto gruppo di persone, con la mamma, pochi parenti, la fidanzata, qualche conoscente e nessuno più.
È morto da Eroe Cesare Dentico passando dalla felicità di quella domenica di giugno a quello delle crudeli onde che lui seppe vincere solo per riportare sani e salvi a riva quei bambini.
Neppure i genitori di quelle quattro anime c’erano.
Riconoscere il gesto eroico di Cesare è un dovere civile per tutta la comunità pugliese e penso si debba altresì tenere vivo il suo ricordo trasferendo la sua storia nelle scuole affinchè le future generazioni sappiano che davvero gli Angeli sono in mezzo a noi e che senza esitare sono pronti a immolarsi per gli altri pur pagando un prezzo altissimo. Come ha fatto Cesare. Onore e solidarietà per Cesare Dentico, una via per le strade cittadine di Bari e Castellaneta. Un premio letterario per ricordare il suo eroico gesto, il suo altruismo, la sua passione nel donare tutto se stesso e soprattutto il suo esempio, affinchè non resti la solitudine a ricordare la sua persona, adagiata sulla sabbia di una spiaggia libera e in attesa dell’arrivo di mamma Cristina per chiederle: «è suo figlio ?»

Antonio Perruggini

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