Martedì 22 Gennaio 2019 | 09:58

LETTERE ALLA GAZZETTA

Come stanare i furbetti del cartellino

Tempi duri per i furbetti del cartellino, che timbrano per sé e per altri colleghi (assenti) e poi vanno a fare la spesa, jogging, gite al mare. E il rimedio per smascherarli è così banale da non crederci. Basta, infatti, spulciare i tabulati delle presenze per individuare le sequenze delle «marcature» che fanno capo sempre agli stessi nomi, registrate nel giro di pochi attimi!! Si sa che in ufficio si arriva sempre in ordine sparso e mai nello stesso ordine e che tra una timbratura e l’altra decorrono sempre intervalli diversi. E vale la pena di ricordare a questi idioti (come chiamarli diversamente?) che la loro condotta determina seri reati penali che si possono elencare: «Truffa aggravata (anche per il dirigente che li protegge), interruzione di pubblico servizio e frode diretta contro l’ente pubblico che prevedono addirittura la reclusione ad uno a 5 anni». In una parola: licenziamento in tronco.
Unica nota positiva: una volta scoperti e mandati a casa, potranno dare lavoro ad altri più meritevoli di loro.

Armando Santoro, Bari

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