Giovedì 17 Gennaio 2019 | 03:11

LETTERE ALLA GAZZETTA

Prestare una casa a un figlio? Ostacoli continui

Probabilmente appartengo all’ultima generazione che, con un lavoro non irraggiungibile e giustamente remunerato, ha vissuto in un relativo benessere ma che purtroppo non è riuscita a garantire altrettanto ai propri figli.
Proprio per questa estrema diseguaglianza, i genitori che possono cercano in qualche modo di dare una mano a chi rischia di veder passare la propria vita senza aver realizzato nulla, dagli affetti di una famiglia ad una casa dove racchiuderli e serbarli nella tranquillità.
Ma concedere un alloggio in prestito ad un figlio, il cosiddetto comodato d’uso gratuito, non è per nulla facile. Prima possibile solo in alcuni comuni, per un’incomprensibile disparità, oggi concesso in tutt’Italia, come previsto dalla legge finanziaria, però con postille e paletti che comunque ne limitano l’applicabilità. Per non parlare della necessità di stendere un atto che va anche registrato, con una spesa di almeno 250 euro. A che pro se si tratta di un accordo tra parenti di primo grado, senza che ne derivi alcun profitto?
Quindi quella che poteva sembrare una buona decisione per risparmiare qualche lira delle tasse sulla casa si rivela in realtà una vera presa in giro. Perché accettiamo passivamente queste assurde disposizioni di legge e non protestiamo contro quei nostri rappresentanti che le scrivono senza pensare alle stringenti necessità dei cittadini, costantemente impegnati a sostenere i tanti giovani che pur senza volerlo proprio non ce la fanno?

Giuseppe Gragnaniello, Terlizzi (BA)

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