Sabato 19 Gennaio 2019 | 05:13

LETTERE ALLA GAZZETTA

La comunicazione risiede nel cuore degli uomini

Nel messaggio della 50ª Giornata delle comunicazioni sociali (domenica 8 maggio), Papa Francesco ribadisce che «in un mondo diviso, frammentato, polarizzato», come quello di oggi, non basta udire, ma occorre ascoltare, specialmente in quest’Anno Santo della Misericordia. Come utenti, per essere capaci di mettere le nostre capacità al servizio del bene comune, abbiamo bisogno di ascoltare. Non è cosa facile ascoltare, spesso è più comodo fingersi sordi. L’appello è diretto soprattutto a quanti hanno responsabilità politiche e agli operatori della comunicazione nel formare l’opinione pubblica nel rispetto della verità.
Ma in che modo si può ovviare ai circoli viziosi delle condanne e delle vendette, che continuano ad intrappolare gli individui, nelle relazioni interpersonali, e le nazioni, nei rapporti tra i popoli, e che conducono ad esprimersi con messaggi di odio? Non è la tecnologia (e-mail, sms, reti sociali, chat) che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo, del cristiano, e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione. Solo la misericordia, l’altro nome di Dio pronto a perdonare ogni colpa senza limiti di tempo e di misura, è capace di attivare un nuovo modo di parlare e di dialogare. Anche Shakespeare (1564-1616) si espresse così ne «Il mercante di Venezia»: «La misericordia non è un obbligo. Scende dal cielo come il refrigerio della pioggia sulla terra. È una doppia benedizione: benedice chi la dà e chi la riceve».

Mario Conforti, Bari

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