Martedì 22 Gennaio 2019 | 04:51

LETTERE ALLA GAZZETTA

Definirli «subumani» è un complimento

Se ripenso al filmato sui tifosi stranieri che a Roma hanno oltraggiato una povera mendicante accovacciata a terra a chiedere l’elemosina, ho il cuore amareggiato e un groppo in gola. Una scena che non si può descrivere a parole, per la tracotanza bestiale di quei giustizieri che hanno orinato su una persona. Mi sono chiesto che soddisfazione c’è in quel gesto sconcio e brutale, se non la manifestazione del peggior istinto e desiderio di sopraffazione nei confronti del più debole. Cosa si poteva fare in una simile circostanza? Il gesto più cristiano sarebbe stato quello di avvicinarsi e aiutare a rialzarsi quella vittima indifesa, anche se fosse stata una mendicante fastidiosa o una ladra. Tra l’altro, la mia indignazione è tale che non so come definire gli autori di questa brutalità. E se ancora annoverarli tra gli essere umani, tale è il livello di degrado in cui sono precipitati. O, forse, in cui abitualmente vivono: un vuoto abissale di valori, cultura e intelligenza. Definirli «subumani» è un complimento. Purtroppo, l’episodio è stato subito dimenticato. Se fosse stato danneggiato un qualsiasi monumento di Roma, l’indignazione sarebbe alle stelle. Ma un essere umano non ha uguale dignità.

Lorenzo Grande, Polignano a Mare (Bari)

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