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LETTERE ALLA GAZZETTA

Spesa pubblica e corruzione rovinano l’Italia

L’Italia è un Paese fermo da 30 anni che si è rotto tra corruzione e clientelismo. Ci sono oltre 8.500 Comuni ed in ognuno di essi ci sono delle opere costruite ed abbandonate o da completare. Elencarle tutte non è possibile, perché non riuscì neanche al governo Monti che chiese alle Regioni, Province e Comuni un elenco di queste opere.
In poche parole sono stati consumati un’infinità di miliardi di pubblico denaro, che sono la conseguenza della crisi economica e della disoccupazione esistenti nella nostra società e della migrazione dei tanti giovani, che cercano maggiore fortuna all’estero.
Sbaglia anche Renzi quando parla di costruire il ponte sullo stretto di Messina, non perché non sarebbe giusto farlo, ma sarebbe inutile iniziare altre grandi opere senza prima completare quelle esistenti.
Sono d’accordo nel dire che la riforma del Titolo V della Costituzione ha recato un grave danno al Paese, perché ha dato alle regioni competenze su opere strategiche che dovrebbero essere gestite dallo Stato.
Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma una cosa è certa tra incompetenza, corruzione, scandali e ruberie di ogni genere i nostri politici, sono gli unici responsabili della reale e disastrosa situazione in cui si trova oggi l’Italia.

Silvio Panaro, Bari

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