Venerdì 18 Gennaio 2019 | 12:53

LETTERE ALLA GAZZETTA

Ma Balilla non c’entra col fascismo

La dirigente scolastica Anna Lea Mazzei, con una inaudita iniziativa e proprio alla fine dell’anno scolastico, decide improvvisamente di sostituire il nome «Balilla» alla sua scuola con quella di Umberto Eco, morto da pochi mesi, il cui ricordo è ancora vivo.
Dimentica la Mazzei, e non so per quale motivo, che «Balilla» non è un nome fascista è il soprannome di un bambino che «con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli austro-piemontesi».
Il gesto di questo ragazzo alla nostra epoca ci fu spiegato e valorizzato, tanto divenne l’inno dei fanciulli e che così iniziava. «Fischia il sasso, il nome squilla del ragazzo di Portoria e l’ntrepido Balilla sta gigante nella storia...» e terminava»: «Fiero l’occhio, svelto il passo, chiaro il grido del valore: ai nemici in fronte il sasso, agli amici tutto il cor!»
Non si può cancellare di questo ragazzo il cui gesto è sempre vivo nelle nostre menti e nella nostra storia.

Vincenzo Quattromini, Altamura (Bari)

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