Lunedì 21 Gennaio 2019 | 15:21

LETTERE ALLA GAZZETTA

L’aumento dei relitti di terra ossia quante ville abbandonate

Sul fondo del mare, a profondità spesso inaccessibili, giacciono i relitti, veri e propri magneti per la fantasia umana. Ma esistono anche i relitti di terra, ovvero le ville disabitate. Circondate da muretti scrostati e cancelli arrugginiti, sovente sono avvolte da una fitta coltre di vegetazione spontanea che le cela alla vista dei passanti. Abbandonate allo scorrere del tempo si deteriorano progressivamente senza mai perdere il loro fascino. Attorno ad esse si crea un’aura di segretezza. Esercitano un intenso potere attrattivo e solo l’immaginazione può tentare di valicarne i confini (dopo i vandali naturalmente!). Quasi esistesse un bando di gara, si concorre per ricostruire i fatti custoditi tra i viali e le mura delle ville… del mistero. C’è chi giura di udire il sussurro dei fantasmi. C’è perfino chi indaga sfogliando vecchie edizioni dei quotidiani locali, ma qualunque notizia essi riportino non sarà sufficiente ad appagare la curiosità che ha fatto da movente alle ricerche. C’è mai stata vita in quella villa? I proprietari vi hanno vissuto momenti felici? Perché è stata abbandonata? Cosa c’è al suo interno?
Le ragioni o gli eventi che portano ad avere case o ville disabitate sono molteplici, di lieve o grave entità. Dalle negligenze ereditarie ai fatti di sangue, dai gravi incidenti domestici all’idea che abitare in una villa esponga maggiormente ad atti delinquenziali.
A volte i proprietari desiderano parlare dei ricordi legati al posto rivivendo gli avvenimenti sepolti nel passato, ma in altri casi preferiscono allontanarsi dai tristi ricordi che ora infestano il rudere in stato di abbandono.
Tuttavia solo chi è munito di un animo sensibile osserva le ville abbandonate con lo sguardo denso di fascino e amarezza poiché dimore lasciate all’incuria. Per altri cittadini ville o edifici disabitati sono paragonabili a discariche a cielo aperto. Ed è la loro condotta, priva di rispetto e senso civico, a spegnere il fascino accendendo il rincrescimento.
È idea comune che le ville, curate o abbandonate, rappresentino uno status symbol, attuale o pregresso, che risveglia il desiderio collettivo di potersene permettere una vivendo nell’agio e nel prestigio. Ma la presenza spettrale di ville abbandonate, in ogni località del globo, rappresenta un’esortazione alla sobrietà sotto forma di monito proveniente da un luogo ormai permeato da un aspetto sinistro.


Silvana Calabrese, Bari

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