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LETTERE ALLA GAZZETTA

A Napoli scompare una trattoria letteraria

In questi giorni un’altra brutta notizia colpisce gli amanti delle antiche tradizioni napoletane e vomeresi, in particolare. Infatti, all’esterno dei locali «storici» di via Bernini 17 è scomparsa l’insegna dell’antica trattoria «da Sica», inaugurata nel 1936, sul solco della celebre osteria del Confalone, famosa nel Settecento. Ai tavoli di Sica, nei suoi ottant’anni di vita, si sono seduti migliaia di intellettuali ma anche di persone semplici, amanti della tradizionale cucina napoletana. Dunque un altro pezzo di storia del quartiere collinare scompare, tra l’oramai consueta assenza delle istituzioni e di quanti avrebbero potuto e dovuto attivarsi per tempo, per tentare di evitare che questo accadesse. Tra i personaggi che hanno frequentato la trattoria Sica, la quale all’inizio della sua attività, fu una semplice fiaschetteria, si ricordano Martinetti, Alfonso Gatto e Italo de Feo che, si racconta, scrivevano parole sui tovaglioli di carta, Paolo Ricci, Amendola e Alicata che, seduti ai tavoli, affrontavano i temi politici locali e nazionali, il grande Eduardo, Prisco, Compagnone e Incoronato, che tra una pietanza e l’altra imbastivano quelle opere che avrebbero per sempre reso celebre Napoli nel mondo.


Gennaro Capodanno, Napoli

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