Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:40

LETTERE ALLA GAZZETTA

Quest’anno i segni dello Zodiaco non danno una mano al Governo

Quest’anno mi sa che i segni dello Zodiaco non promettano bene, non aiutino il Governo Renzi. Prendiamo quello della Vergine per non dire dell’altro peggiore del Gemelli che non prevedono giornate tranquille per le due Ministre. La seconda ormai ex, non più teleGuidata. Pur godendo il Nostro degli amichevoli influssi europei del Draghi, il segno del Bilancio con quel pesante deficit che ci portiamo appresso da un’eternità fa intuire ed avvertire dolorose bacchettate in arrivo da Bruxelles.
I segni del Leone e del Toro che due anni fa stavano sorridendo al Presidente partito da decisionista, ruggente rottamatore ed alla carica vedendo Rosso (e poi Verdini dappertutto) si vanno lentamente spegnendo nel Cielo trapunto di Cinque Stelle.
Quanto ai segni dell’Ariete per sfondare al centro e a destra e del Sagittario per mandare saette e maledizioni agli avversari nelle prossime campagne elettorali gli astri dicono che gli stanno sfuggendo di mano per passare nelle mani del trio ambidestro Beppe-Silvio-Matteodue. Il segno dei Pesci (in faccia) oltre ai già noti dall’India e dall’Egitto ne annuncia altri con i barconi spinti verso le nostre sponde dal Mediterraneo meridionale ed orientale. Dopo i pesci francesi sbattuti in faccia a Ventimiglia ora quelli austriaci più vicini del Brennero.
Nell’italico Cielo dove lo storico Stellone ormai non ce la fa più ad aggiustare tutto continua a farla da padrone il segno del Cancro ovvero dell’evasione fiscale e di altre nostre endemiche pessime abitudini. È quel Cancro che conta ed aiuta anche elettoralmente. Non tramonterà mai quale che sia la costellazione. Sempre dallo Zodiaco ancora in vigore unica consolazione del Governo le due Camere che per lui continuano a non contare un Capri corno.
Per uscire da questa amara costellazione che sta attraversando grigia i nostri cieli ci resta il proverbiale canta che ti passa. Ad esempio sul motivo della napoletana Luna Rossa “La Tempa rossa in Lucania me parla ’e te”. O la più allegra di Renato Carosone: “Caravan Petrol”. E che bella Caravan, ve l’immaginavate? Da non fischiettare perché impraticabile “Vieni c’è una strada nel Boschi, il suo nome conosci?”


Wladimiro Tombolini, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400