Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 10:09

LETTERE ALLA GAZZETTA

Trasformiamo la Fiera del Levante in strumento di assistenza

Uno dei settori abbastanza carente di un sistema formativo e di confronto ben organizzato tra i vari attori, è il sistema welfare della nostra Regione che si spera possa vivere finalmente una nuova stagione anche attraverso l’aggiornamento, la formazione e il dialogo costante con i vari stake holders del settore che hanno l’obbligo di osservare le indicazioni del Regolamento Regionale n. 4/2007 che disciplina il sistema integrato dei servizi sociali. Mi riferisco in particolare alla gestione del bisogno della famiglia e della persona in condizioni di disagio (fisico, psichico, neurodegenerativo, sociale) e alle procedure relative, che purtroppo allo stato risultano diverse nella loro attuazione spesso pure da comune a comune della stessa provincia. La Fiera del Levante può essere uno straordinario luogo di dialogo e confronto sul sistema attraverso l’organizzazione periodica di workshop e congressi con a tema la “non autosufficienza” e la gestione in generale delle disabilità e le relative problematiche (tempi di attesa Uvm, tariffe, confronto sulle best pratice, sulle innovazioni normative per anziani, minori, disabili, ecc.) ove non solo gli attori istituzionali responsabili dell’emanazione delle norme ma anche gestori di strutture e servizi sociali e sanitari possano ottenere l’orientamento univoco e indispensabile alla gestione delle procedure di un settore fondamentale per il benessere del cittadino e della sua famiglia. Il confronto e l’aggiornamento costante consentirebbe senza dubbio l’omogeneità delle procedure e quindi la tempestività delle “prese in carico” del disagio e la relativa “continuità assistenziale”. Per questo la Fiera del Levante potrebbe essere il luogo ideale pubblico del confronto qualificato tra i vari attori (Asl, Centri di Salute Mentale, Servizi Sociali Comunali, Gestori profit e non profit, Associazioni di volontariato, Associazioni di categoria), della formazione e della crescita del settore welfare che, se ben organizzato, consentirebbe un contenimento della spesa pubblica di milioni di euro. Ottimizzare la spesa pubblica non significa solo ridurre gli sprechi o mettere in campo azioni utili a rimuovere procedure farraginose, rendite di posizione o peggio situazioni di malaffare. Significa anche far in modo che il sistema di offerta dei servizi sia tempestivo e efficace attraverso la sua attuazione in ogni punto del territorio facendo in modo che un cittadino di Bari, di Candela o di Nardò, trovi l’identica risposta alla sua richiesta di assistenza. Per fare questo immagino un appuntamento annuale con un evento formativo (organizzato in vari giorni di attività) ove attraverso seminari, workshop e convegni si favorirebbe il fondamentale dialogo tra istituzioni pubbliche, strutture e cittadini favorendo l’affermazione di una nuova visione del sistema socio assistenziale che se è sostenuto da creatività, dialogo, competenza, impegno e trasparenza donerebbe la svolta auspicata dalla Regione stessa e valorizzerebbe anche sotto questo punto di vista la progettualità utile a rendere la Fiera anche un innovativo riferimento per il welfare, con l’avviamento di un progetto che chiamerei “Welfare a Levante”.


Antonio Perruggini, Bari

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