TARANTO - Musica, tempo libero, cultura, storia, ricerca scientifica e sviluppo delle tecnologie. Tutti questi elementi sono contenuti nell’area degli ex Baraccamenti cattolica inaugurata ieri mattina con il classico taglio del nastro.
Per la cronaca, l’area, ora identificata dal Comune di Taranto con l’acronimo Bac, si trova a poche decine di metri dall’Arsenale ed è compresa nel quadrilatero composto dalle vie Leonida, Di Palma, Crispi e Principe Amedeo. Già nei mesi scorsi, una parte del sito ex demaniale era stata riqualificata ad opera dell’Asl che lì ha trasferito la sede del Dipartimento di prevenzione. L’Amministrazione comunale, invece, è intervenuta su tutto il resto anzi sta intervenendo ancora visto che per far alzare il sipario sul teatro (da 500 posti) bisognerà attendere probabilmente sino a fine anno. E lì, a pochi passi dal palcoscenico e dai camerini per gli attori, oltre a un ristorante, ci sarà anche uno spazio per i più piccoli che verrà denominato “Museo dei bambini” in cui troveranno spazio i giocattoli di un tempo ormai andato.
Già, lo spazio. È questa la parola chiave della giornata di ieri, ed è plasticamente rappresentata dal grande piazzale in cui, sino a qualche anno, c’era un parcheggio a pagamento. Ora, invece, quest’area è avanzata sino al punto di avvicinarsi alla strada (via Di Palma). Senza cancelli e senza recinzioni (il progetto è dell’architetto Cosima Lorusso) il Comune riconsegna così alla città un’area sino al 2014 di proprietà del demanio. Poi, fu tra gli ultimi atti dell’Amministrazione Stefàno, il Municipio partecipò ad un bando della presidenza del Consiglio dei ministri che nel 2016 (Governo Gentiloni) finanziò gli interventi di recupero e valorizzazione per 9,6 milioni di euro. E i segni dell’antica dimensione militare di quei luoghi si vedono ancora, basti pensare ai due bunker utilizzati durante i bombardamenti del 1943. Visitarli ora, non lascia indifferenti.
Lo spazio e la storia, certo, ma è il Parco della musica che prenderà vita a calamitare il maggior numero di attenzioni. In questi luoghi, ora riqualificati e in attesa che il teatro sia ultimato, si potranno organizzare piccoli concerti, balletti o anche allestire mostre.
Nei due edifici, di due piani ciascuno, invece, assumerà forma e sostanza il progetto “Calliope”, detto anche “Casa delle tecnologie emergenti”. Già, ma di cosa si tratta? In particolare, uno dei due ospiterà il primo centro europeo di ricerca e innovazione sulla cosiddetta Urban Health (dall’inglese, letteralmente, salute urbana). Che con una sala di monitoraggio dei dati raccolti dai sensori ambientali (aria e acqua) disposti nella città, valuterà le condizioni dei lavoratori e dei cittadini. Il centro sarà coordinato dai partner principali di Calliope ovvero dalla Asl (struttura di Epidemiologia) e dallo Spesal. L’altro edificio degli ex Baraccamenti cattolica, invece, sarà destinato alla formazione e all’innovazione. In questo caso, le attività saranno svolte dal coordinatore delle attività formative di Calliope, Its Logistica.
Non nasconde, infine, la sua soddisfazione il sindaco di Taranto. Che, a nastro tagliato, afferma: «Stiamo restituendo alla città uno spazio del Borgo per decenni inutilizzato e lo facciamo pensando ai bambini, ai giovani, alla ricerca, alla salute, alla cultura e all’innovazione tecnologica. Certo, anche a causa della pandemia prima e del ritrovamento di alcuni reperti archeologici poi, c’è voluto del tempo ma ora – sottolinea Rinaldo Melucci – siamo qui per ridare alla comunità queste aree. La nostra Amministrazione dimostra – commenta sferrando una stoccata ai suoi avversari – che lavora seriamente. Gli altri si limitano a fare chiacchiere (testualmente ha usato il verbo vociare, ndr), noi invece rispondiamo con i fatti».
















