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eccezionale ritrovamento

Matera, scoperta tra i Sassi una tomba del IV sec. a.C.

Contiene diciotto vasi , rinvenimento casuale avvenuto ai piedi della Cattedrale

MATERA - Quale importante contributo può aggiungere alla conoscenza di Matera un corredo funerario di diciotto pezzi risalenti al IV secolo avanti Cristo? È stato trovato in una tomba scoperta per caso nella zona dell’ex seminario, alle spalle della Cattedrale. Apporto concreto e altissimo alla bellezza di cui è depositaria una città in cui la freccia dello scorrere del tempo non è mai ferma e del tutto certa. Di più, rappresenta un ulteriore ausilio alla conoscenza. Quel vasellame porta impresso nelle sue sinuose forme la fine di un silenzio e attraverso le eleganti rappresentazioni pittoriche che decorano le loro superfici ci parla. Una vicenda in divenire, infatti, per quanto ancora da confermare, le notizie volano. Non sarebbe l’unica tomba. Tre sarebbero state scoperte già nei giorni scorsi, risalenti al terzo secolo a. C. Altre, di età precedente, potrebbero essere disseppellite sottraendole al pesante velo dell’oblio della memoria durato ormai oltre duemilatrecento anni. Difficile contenere un naturale moto di meraviglia.

Spesso, quando le nozioni sulla storia della città gemmano l'una dall'altra, i loro significati, per quanto restino contigui, possono mutare, si arricchiscono di nuove pagine. Non di rado emergono vicende di radici profonde che iniziano a raccontare un altro passato. Così, in questo passaggio dinamico nel tempo, attraverso i secoli e l’avvicendarsi naturale delle stagioni, le suggestioni si moltiplicano. Spontaneo pensare a antiche comunità che vivevano sulla parte più alta del centro storico. Tutto mentre, lentamente, si consuma una tra le avventure più avvincenti dell’intelletto umano. Se ci sono più sepolture, si può parlare di necropoli? I ricchi corredi tombali sono pertinenti a un abitato? Quale consistenza aveva il suo insediamento umano?
Forti dei loro studi, queste risposte le daranno gli addetti ai lavori. Intanto, va evidenziata la solerzia dell’arcivescovo Giuseppe Caiazzo e del progettista direttore dei lavori ing. Raffaele Padrone. Hanno subito allertato il Soprintendente Francesco Canestrini. Per pura coincidenza sono impegnati alla redazione di un progetto che comprende un nuovo polo culturale e l’ampliamento del Museo diocesano. Mai, però, avrebbero immaginato che alcuni reperti da esporre sarebbero stati trovati durante una normale attività di saggio.

Ma forse le sorprese non sono finite, perché in cima a questa piramide di calcarenite sono stati scritti interi capitoli di storia. Il termine Civita tra origine dal latino civitas, città. Si tratta di una delle prime terre emerse in questa parte di territorio coperte dall’acqua fino al pleistocene. Numerosi sono i reperti rinvenuti e segnalati nel tempo. Lo hanno fatto gli storici dell’Ottocento Francesco Paolo Volpe e Giuseppe Gattini. Una dettagliata relazione descrittiva, poi, è stata redatta a valle dell’edificazione del nuovo seminario, avvenuta tra il 1902 e il 1905. Nel 1903, nel rifare le fondamenta del muro di fronte alla Cappella di Costantinopoli, in una trincea lunga 16 metri e profonda 10, a 6 metri di profondità fu rinvenuto un pavimento con sepolcri scavati nel tufo di età cristiana, subito dopo frammenti di statue, capitelli, colonne, ornati e una cospicua quantità di monete bizantine. Nella vertigine dello scavo si arrivò, dunque a cocci di ceramica romana e greca: è quella che farà parlare ancora molto di questo sito, in realtà più antico. Infatti Ridola si spinse fino alla nuda roccia, ma non prima di avere incontrato reperti del neolitico. Questa, però, è un’altra storia. O forse la stessa storia che testimonia la sacralità di un luogo che con forza continua a testimoniare l’incontro dell’uomo con il senso più alto della sua spiritualità. Un rapporto che qui continuerà ancora a lungo.

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Commenti all'articolo

  • upnews2009

    15 Maggio 2019 - 20:08

    Una sovrintendente dei beni culturali negli anni 50 disse che la Basilicata non aveva Storia, si sbagliava clamorosamente, prima Grumentum ora questi ritrovamenti e speriamo in altri non scoperti prima dai tombaroli

    Rispondi

  • upnews2009

    15 Maggio 2019 - 20:08

    Eccezionale

    Rispondi

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