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Basilicata da oggi «zona rossa»: città deserte e stop lezioni in presenza. Cgil: «Chiudere anche scuole infanzia»

Con una lettera a Speranza e Bardi, ventidue sindaci chiedono di rivalutare la scelte delle restrizioni

Da oggi in Basilicata è scattata la «zona rossa». In sette giorni l’indice di contagiosità Rt è salito da 1,03 a 1,51: è questo il dato che ha determinato il «doppio salto» della Basilicata dalla zona gialla (di cui faceva parte dallo scorso 11 gennaio) alla rossa, colore che prevede le massime restrizioni.

In seguito all’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, con un'altra ordinanza il presidente della Regione, Vito Bardi, ha deciso la sospensione delle lezioni in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, fatta eccezione per le scuole dell’infanzia. Quindi, a partire da oggi didattica a distanza per tutti gli istituti scolastici fino al prossimo 5 marzo. Questa scadenza va messa in riferimento all’entrata in vigore dal giorno successivo (il sei marzo) del nuovo decreto sull’emergenza coronavirus (il primo del governo Draghi) che di fatto già prevede dall’8 in poi la prosecuzione delle didattica a distanza con il protrarsi della sospensione delle lezioni in presenza.

Sull’Rt che spiega quante persone contagia ciascun infetto, ma non sempre riflette fedelmente la diffusione di un’epidemia si è innestata una polemica nella quale 22 sindaci di altrettanti comuni lucani (17 in provincia di Potenza e 5 in provincia di Matera) in una lettera a Bardi e al ministro Speranza chiedono che venga rivalutata la decisione della «zona rossa», dal momento che ci sarebbero situazioni completamenti differenti relative al contagio con la presenza di pochi e circoscritti focolai e l’assenza di contagi proprio nei paesi di cui sono primi cittadini. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Potenza, Mario Guarente, che ha preannunciato per la giornata di oggi l’invio di una lettera al ministro Speranza con la quale chiederà la revoca della «zona rossa» che penalizzerebbe ancora una volta alcuni settori economici che non hanno alcuna responsabilità. Per il sindaco di Potenza, che distingue caso da caso e comune da comune, è comunque «gravissimo il comportamento di scellerati che continuano a fare feste, pranzi e cene aggregandosi in abitazioni private o in luoghi appartati della città» e preannuncia che saranno intensificati i controlli e ci sarà tolleranza zero.

Sulla lettera inviata dai sindaci lucani interviene poi il presidente della Regione Bardi che la reputa condivisibile nell’analisi. «Da tempo - dice il governatore - con altri colleghi presidenti di Regione stiamo segnalando con forza al governo la necessità di rivedere parametri e algoritmi. Siamo fiduciosi che il nuovo esecutivo si muoverà in tal senso con maggiore sensibilità rispetto al precedente». E preannuncia una lettera al neo ministro per gli affari regionali Mariastella Gelmini. Bardi, nel sottolineare che la scelta di far scattare la «zona rossa» è dovuta esclusivamente all’aumento dell’indice Rt e alla presenza delle varianti che si sono manifestate anche in Basilicata, fa comunque presente che la regione ha la seconda percentuale più bassa d’Italia per il riempimento delle terapie intensive, nonostante un’età media molto alta, ed è sotto la soglia di criticità su tutti gli altri parametri.

Per questo il governatore, facendo sue quelle che chiama giuste sollecitazioni dei sindaci, conferma che continuerà ad essere sua cura evidenziare «le variabili geografiche e demografiche per limitare o rafforzare le restrizioni in base ai dati localizzati». Un riferimento poi il presidente della Regione lo fa anche alla situazione di difficoltà delle categorie economiche colpite anche dalla ristrettezze legate alla «zona rossa» e sostiene che siano stabiliti ed erogati senza ritardo adeguati ristori proprio per tutte le attività che soffrono soprattutto dal punto di vista economico le restrizioni in atto. Per quanto riguarda poi i dati diffusi ieri dal bollettino della task force regionale, c’è da dire che l’impennata dell’indice di contagiosità che ha portato la Basilicata dal «giallo» direttamente al «rosso» ha un primo riflesso nei numeri dei reparti covid.

I ricoveri sono passati, nel giro di 24 ore, da 89 a 95 con un aumento anche dei pazienti in terapia intensiva che da 7 sono passati a 10. Purtroppo, c’è una nuova vittima: si tratta di un’anziana di 87 anni di Sant’Arcangelo deceduta nella casa di riposo «Il sorriso» di Brienza. Ad annunciare questa nuova vittima, che porta il numero di lucani che hanno perso la vita a causa del covid da inizio emergenza a 360, il sindaco di Brienza Antonio Giancristiano.Da oggi in Basilicata è scattata la «zona rossa». In sette giorni l’indice di contagiosità Rt è salito da 1,03 a 1,51: è questo il dato che ha determinato il «doppio salto» della Basilicata dalla zona gialla (di cui faceva parte dallo scorso 11 gennaio) alla rossa, colore che prevede le massime restrizioni. In seguito all’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, con un'altra ordinanza il presidente della Regione, Vito Bardi, ha deciso la sospensione delle lezioni in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, fatta eccezione per le scuole dell’infanzia. Quindi, a partire da oggi didattica a distanza per tutti gli istituti scolastici fino al prossimo 5 marzo.

Questa scadenza va messa in riferimento all’entrata in vigore dal giorno successivo (il sei marzo) del nuovo decreto sull’emergenza coronavirus (il primo del governo Draghi) che di fatto già prevede dall’8 in poi la prosecuzione delle didattica a distanza con il protrarsi della sospensione delle lezioni in presenza. Sull’Rt che spiega quante persone contagia ciascun infetto, ma non sempre riflette fedelmente la diffusione di un’epidemia si è innestata una polemica nella quale 22 sindaci di altrettanti comuni lucani (17 in provincia di Potenza e 5 in provincia di Matera) in una lettera a Bardi e al ministro Speranza chiedono che venga rivalutata la decisione della «zona rossa», dal momento che ci sarebbero situazioni completamenti differenti relative al contagio con la presenza di pochi e circoscritti focolai e l’assenza di contagi proprio nei paesi di cui sono primi cittadini. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Potenza, Mario Guarente, che ha preannunciato per la giornata di oggi l’invio di una lettera al ministro Speranza con la quale chiederà la revoca della «zona rossa» che penalizzerebbe ancora una volta alcuni settori economici che non hanno alcuna responsabilità. Per il sindaco di Potenza, che distingue caso da caso e comune da comune, è comunque «gravissimo il comportamento di scellerati che continuano a fare feste, pranzi e cene aggregandosi in abitazioni private o in luoghi appartati della città» e preannuncia che saranno intensificati i controlli e ci sarà tolleranza zero. Sulla lettera inviata dai sindaci lucani interviene poi il presidente della Regione Bardi che la reputa condivisibile nell’analisi. «Da tempo - dice il governatore - con altri colleghi presidenti di Regione stiamo segnalando con forza al governo la necessità di rivedere parametri e algoritmi. Siamo fiduciosi che il nuovo esecutivo si muoverà in tal senso con maggiore sensibilità rispetto al precedente».

E preannuncia una lettera al neo ministro per gli affari regionali Mariastella Gelmini. Bardi, nel sottolineare che la scelta di far scattare la «zona rossa» è dovuta esclusivamente all’aumento dell’indice Rt e alla presenza delle varianti che si sono manifestate anche in Basilicata, fa comunque presente che la regione ha la seconda percentuale più bassa d’Italia per il riempimento delle terapie intensive, nonostante un’età media molto alta, ed è sotto la soglia di criticità su tutti gli altri parametri. Per questo il governatore, facendo sue quelle che chiama giuste sollecitazioni dei sindaci, conferma che continuerà ad essere sua cura evidenziare «le variabili geografiche e demografiche per limitare o rafforzare le restrizioni in base ai dati localizzati». Un riferimento poi il presidente della Regione lo fa anche alla situazione di difficoltà delle categorie economiche colpite anche dalla ristrettezze legate alla «zona rossa» e sostiene che siano stabiliti ed erogati senza ritardo adeguati ristori proprio per tutte le attività che soffrono soprattutto dal punto di vista economico le restrizioni in atto. Per quanto riguarda poi i dati diffusi ieri dal bollettino della task force regionale, c’è da dire che l’impennata dell’indice di contagiosità che ha portato la Basilicata dal «giallo» direttamente al «rosso» ha un primo riflesso nei numeri dei reparti covid. I ricoveri sono passati, nel giro di 24 ore, da 89 a 95 con un aumento anche dei pazienti in terapia intensiva che da 7 sono passati a 10. Purtroppo, c’è una nuova vittima: si tratta di un’anziana di 87 anni di Sant’Arcangelo deceduta nella casa di riposo «Il sorriso» di Brienza. Ad annunciare questa nuova vittima, che porta il numero di lucani che hanno perso la vita a causa del covid da inizio emergenza a 360, il sindaco di Brienza Antonio Giancristiano.

FL CGIL: «CHIUDERE ANCHE SCUOLE INFANZIA» - «La decisione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di sospendere l’attività didattica in presenza per tutti gli ordini di scuole ad eccezione dell’infanzia risulta incomprensibile, sia alla luce del peggioramento del quadro pandemico in Basilicata, collocata da oggi in zona rossa, che rispetto alle indicazioni del Cts».

Così, in una nota, la Flc Cgil di Potenza. In attesa del Dpcm che entrerà in vigore il 6 marzo, il governatore lucano ha disposto da oggi e fino al 5 marzo la didattica a distanza al cento per cento per scuole elementari, medie e superiori.

Il sindacato di categoria ha inoltre evidenziato di ritenere «indispensabile procedere alla chiusura della scuola dell’infanzia, attraverso una tempestiva modifica dell’ordinanza regionale oppure attraverso singoli provvedimenti dei sindaci, alcuni dei quali si stanno già muovendo in questa direzione, al fine di evitare la propagazione del virus mettendo al riparo docenti, alunni e famiglie».

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