Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 07:14

ambiente

A Torre Chianca un nido di caretta-caretta

Si è provveduto a transennare tempestivamente l’area in attesa di ulteriori notizie dagli enti preposti

Anche alle tartarughe marine piace il Salento, tanto da farne il nido per i loro cuccioli. Il 12 giugno scorso è stato scoperto un nido di tartaruga Caretta caretta sulla spiaggia di Torre Chianca. La scoperta è stata fatta da un socio dell’Associazione marina di Torre Chianca, il quale, nel corso di una passeggiata, ha notato un'impronta che per la sua forma poteva essere associata al trascinamento di un tartaruga. Il presidente dell’associazione Daniele Biasco e gli altri soci hanno provveduto a transennare tempestivamente l’area in attesa di ulteriori notizie dagli enti preposti. Da una successiva indagine alla presenza del biologo Giacomo Marzano del Crtm di Torre Guaceto si è scavato verso il piede della duna dove la corsa della tartarughe sembrava fermarsi. A pochi centimetri di profondità si è notata la presenza di alcune uova. 
 
Lo stupore e la gioia per l’incredibile scoperta è stata immensa e ha per un attimo ripagato gli sforzi che ogni giorno compiono assieme l'Ente di gestione del Parco di Rauccio, l'amministrazione comunale e l’Associazione marina di Torre Chianca per la valorizzazione e la salvaguardia della marina leccese. Sotto l'attenta sorveglianza di esperti (di Torre Guaceto e del Museo di Storia Naturale di Calimera), il nido è stato «adottato» dall’associazione, che insieme ai cittadini sorveglierà l’area 24 ore su 24 per evitare che le forti mareggiate o qualche curioso possano danneggiare il sito, e sarà preso in carico dai centri di Calimera e Torre Guaceto.

«Ogni anno come Associazione Marina di Torre Chianca ritroviamo sulle nostre spiagge e segnaliamo alle autorità competenti dalle 3 alle 5 carcasse di tartarughe marine della specie Caretta Caretta, soprattutto durante l’autunno e l’inverno - spiega il Presidente dell'associazione Marina di Torre Chianca, Daniele Biasco -. Stavolta la natura ha invece ripagato l’impegno costante nella tutela dell’ambiente e del mare con un’emozione straordinaria: il ritrovamento di un nido. Siamo stati sempre consapevoli che la nostra marina ha una notevole rilevanza sul piano naturalistico e paesaggistico, ma questa ne è un’innegabile prova»
 
Ora non resta che aspettare la schiusa delle uova che avverrà presumibilmente nel mese di agosto.

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