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«Poetry Room» da Grumo a Bruxelles: la visual art di Regina in mostra

Le opere sono fruibili sino al 30 agosto prossimo, al «Summer of Polaroid» presso lo Studio Baxton

«Quando costruisco la fotografia, sono nel frame, attraverso la materia, sento la necessità di completare questa azione sulla pellicola, che sia pittura, intagliatura, cucitura e assemblaggio. È questa la mia ricerca, con la quale agisco sulla creazione fotografica, contaminandola, sino generare l’opera, come punto di approdo di un viaggio che parte dalla mia testa e si evolve con l’istinto». Angela Regina, 38 anni, di Grumo Appula, è un’artista visuale. Alcuni frutti della sua creatività, della serie «Poetry Room», sono attualmente in mostra, fruibili sino al 30 agosto prossimo, al «Summer of Polaroid» presso lo Studio Baxton di Bruxelles. È questo l’ultimo riconoscimento ad un lavoro che parte da lontano: «Alla scuola materna, io ero la bambina rimproverata, perché anziché mangiarmi il panino, dentro ci costruivo il presepe. Creavo casette con i personaggi. Quel panino si trasformava in uno scenario sassoso. Successivamente, ai primi anni delle elementari, sbocciò l’amore per le foto. Ricordo che, stanca di essere il soggetto degli album realizzati da mio padre, gli sottrassi la sua Yashika - ora ricercato prodotto vintage - per ritrarre le mie Barbie, che fotografavo dopo aver applicato sopra delle stoffe che andavano a rivestire il loro mood originale. Penso di aver ereditato la creatività dalla mia nonna di origini altamurane».

Nel solco ideativo infantile, Angela Regina cresce, arrivando nel suo ventennio quando si laurea in decorazione all’Accademia delle Belle Arti di Lecce con una tesi in «Contaminazioni tra arte e moda: dal futurismo sino ai giorni nostri». L’apice formativo porta in dote l’inclinazione antropologica, il ricercare l’essenza umana assemblando le diversità. La propria indole sorprende allora il prof di decorazione, quando a vent’anni gli presenta il suo primo lavoro. «Finalmente uno studente mi propone qualcosa di diverso» ricorda oggi Angela, che nel frattempo è diventata una visionaria dell’arte, guardando a quella stella polare che è Marina Abramovic. E difatti l’energia concettuale muove il microcosmo di Regina, che si trasforma in macrocosmo attraverso le auto-installazioni. L’alba di questa espressività è nel 2006, quando firma la sua prima video esibizione «Mi vesto di colore» all’Accademia di Belle Arti di Lecce, che viene poi essere riproposta dal vivo al «Festival Sedam Dana Stvranja» nel 2009 in Croazia. In questo show l’artista viene fuori da un bozzolo che riporta al concetto di nascita e ricopre il proprio corpo/supporto di colore/abito. Tale concetto si innesta nell’arte fotografica di Regina, la protagonista di auto-scatti, nei quali «abita il corpo», generando così opere vive, che proiettano in mondi onirici, in connessione con la natura. La pellicola della Polaroid infatti, una volta partorita, è contaminata con assemblaggi che generano creature. «Io ho sempre connesso i miei studi, paralleli tra moda e arte. Quando ho iniziato a scattare modelle, creavo con ago e filo, invecchiando carte da lettere. Costruivo e ricostruivo degli abiti, occupandomi personalmente dei costumi e dei set da attuare».

Selezionata come fotografo dal sito Photovogue di Vogue Italia dove continua a pubblicare i suoi scatti dal 2011 a oggi, Angela Regina è conosciuta soprattutto per le sue opere in Polaroid. Tanti finora i riconoscimenti e momenti espositivi: nel 2012 una sua installazione è alla «Venice Art Fair» e tre polaroid vengono pubblicate nel libro «The Polaroid Art Book 2012» con i testi di Alice Boschin; nel 2014 offre un contributo alla collettiva internazionale «Project 192» che commemora le vittime del terrorismo di Madrid 2004; nel 2015 partecipa all’evento Unesco «Creare con la luce»; nel 2019 è tra le firme della mostra «Is a God Woman» con la performance «Per fare volare una piuma»; nel 2020 imprime con la sua vena creativa la copertina del catalogo «Pola Pink» a cura di Daniele Pezzoli, con la sua serie «Bunny»; nel 2021 pubblica il video presentazione dell’album «Free» di Michele Fazio e il video «Le Chiese» con Sergio Rubini. Con l’attore e regista Regina condivide le origini grumesi e una certa visione onirica della realtà. La sua digitalizzazione del mondo ne svela la sostanza. In una continua ricerca antropologica, che è una rivoluzione «contro-vento». Angela Regina sembra muoversi sulle tracce di quell’«Uomo in rivolta» di Albert Camus che cerca il proprio equilibro attraverso l’azione creatrice, come unica possibilità data all’essere umano per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.

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