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Locorotondo si riempie di «Musica in Festival», al via la rassegna

Da programma la partenza è prevista il 23 Giugno con Enrico Pieranunzi (piano) e Simona Severini (voce); il 29 Giugno Olivia Trummer trio “For You" e il 7 Luglio spazio al Gabriele Mirabassi trio

21 Giugno 2022

Redazione online

Sta per partire Musica in Festival, rassegna dedicata alla musica jazz, nel cuore del centro storico di Locorotondo, organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici della Musica “Francesco Acquaviva” e con l’Associazione “Radica” e con il patrocinio del Comune di Locorotondo, sotto la direzione artistica di Giovanni Angelini.
Da programma la partenza è prevista il 23 Giugno con Enrico Pieranunzi (piano) e Simona Severini (voce); il 29 Giugno Olivia Trummer trio “For You" e il 7 Luglio spazio al Gabriele Mirabassi trio. Tutti i concerti si svolgono sul Sagrato della Chiesa Madre (Piazza Rodio) alle 21 e sono a ingresso gratuito


“My songbook” è la nuova avventura artistica di Enrico Pieranunzi, musicista tra i più eclettici dell’universo musicale contemporaneo. Capace di spaziare da straordinarie performance jazzistiche a originali contaminazioni tra classica e jazz, si propone qui nella nuova sorprendente veste di songwriter, mostrando un lato meno noto ma ugualmente emozionante della sua attività artistica.
La storia di “My songbook” contiene a sua volta molte storie. Quella per esempio dell’eccezionale esperienza artistica vissuta da Pieranunzi a fianco di Chet Baker, da cui scaturirono “Soft journey” e “Fairy flowers”, i primi suoi brani strumentali su cui fu messo un testo. O quella del suo appassionato e appassionante rapporto con la poesia, ben rappresentato da “Reasons why” e “Premier moment” da lui musicati rispettivamente su testo inglese di Langston Hughes e su testo francese della grandissima poetessa Jacqueline Risset. Ma la storia più importante in “My songbook” è sicuramente l’incontro tra le songs con parole di Pieranunzi e la voce della giovane super talentuosa Simona Severini. Una collaborazione di rara empatia la loro che, iniziata nel 2012 in occasione del tributo discografico a Lucio Dalla, si è poi sviluppata attraverso concerti in Italia e Francia, per giungere con “My songbook” al suo splendido coronamento.

Il 29 Giugno saranno sul palco Olivia Trummer (piano e voce) Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Nicola Angelucci (batteria). FOR YOU raccoglie il frutto del lavoro e delle esperienze degli ultimi anni della pianista, compositrice e cantante tedesca, che le trasforma in un invito ad accrescere la comprensione di sé stessi in tutte le sfaccettature e ad abbracciare il cambiamento come valore. Pur essendo chiaramente jazz nella sua creazione e nella sua essenza, For You irradia anche l’immediatezza del pop, del gospel e dell’RnB, evocando a volte i cantautori degli anni Settanta. Ad accompagnarla in questo viaggio due fuoriclasse del panorama jazzistico italiano: Rosario Bonaccorso è contrabbassista di grande esperienza ed eleganza, con alle spalle quarant’anni di attività come leader e come sideman di artisti internazionali. Conosciuto e amato per il suo suono, le sue composizioni e le sue profonde capacità comunicative, a volte aggiunge allo strumento anche la sua voce calda ed espressiva.
Il batterista e compositore Nicola Angelucci è diventato uno dei più stretti collaboratori di Olivia sin dal loro primo incontro, nel 2016. Descritto da Benny Golson come “il miglior batterista d’Europa”, entusiasma il pubblico e i musicisti allo stesso modo con la sua eleganza ritmica, le sue multiformi dinamiche e la sua empatica presenza sul palco. Recente l’uscita del suo ultimo album Changes, interamente dedicato a sue composizioni.

Il 7 Luglio sarà la voglia di Gabriele Mirabassi (clarinetto), Nando Di Modugno (chitarra classica), Pierluigi Balducci (basso acustico). I tre musicisti compiono un viaggio evocativo e suggestivo dal Mediterraneo all’America del Sud, su una rotta in cui si intersecano jazz, folklore e echi della tradizione classica. Spiccata è la componente melodica del loro repertorio e forte è il
legame con l’identità italiana e mediterranea. Il trio ‘scava nel territorio di origine, e nelle sue melodie ancestrali’ e insieme sa mirabilmente fondere queste ultime ad un’America latina popolata di italiani nomadi e migranti, lì approdati e in un perenne “senso forse vano di sospensione”. Ogni concerto di questo trio diviene un’esperienza coinvolgente, capace di trasmettere l’emozione e il pathos che nascono dal ‘sentire’ il profondo ed ancestrale significato della Musica, come arma della comunità per sconfiggere il buio di ogni solitudine individuale.

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