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Alopecia, un problema che affligge 4 milioni di donne

 
Nicola Simonetti

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Alopecia, un problema che affligge 4 milioni di donne

Si tratta principalmente dell’Alopecia androgenetica, più comunemente diffusa tra gli uomini: ne soffre complessivamente il 39% della popolazione maschile

Venerdì 14 Ottobre 2022, 11:47

Calvizie, in aumento quella femminile: 4 milioni di italiane convivono con questo problema, circa il 13% delle donne. L’alopecia (termine derivante dal greco alópex, che significa volpe la quale perde il proprio manto in primavera. Si può pronunciare questa parola alopecìa o alopècia. Essa definisce una perdita consistente di capelli) colpisce fino ad 1 donna su 4, e può manifestarsi in fasi differenti della vita, generando fragilità psicologica tra le donne”.

Si tratta principalmente dell’Alopecia androgenetica, più comunemente diffusa tra gli uomini: ne soffre complessivamente il 39% della popolazione maschile: all'età di 50 anni, interessa almeno la metà degli uomini ed il 30% delle donne. La comparsa dell’Alopecia è dovuta principalmente all’ipersensibilità e a squilibrio ormonale (variazione del livello degli estrogeni ed androgeni).

Per questo, la calvizie femminile sopraggiunge soprattutto durante la menopausa, periodo in cui si abbassa il livello degli estrogeni. Ma essa può manifestarsi anche nelle altre fasi di sbalzi ormonali (adolescenza, gravidanza e post partum.

“L’alopecia può spaventare, soprattutto una donna - dice la prof. Gabriella Fabbrocini, direttrice dell’UOC di dermatologia clinica università Federico II, Napoli – e può avere ripercussioni psicologiche anche importanti. Ma non è necessariamente una disastrosa caduta dei capelli. Nella donna può essere curata e contrastata con una terapia anticoncezionale. Esistono poi diverse tecniche innovatrici che possono stimolare i capelli in accompagnamento alle terapie sistemiche, come il Sangue Ricco di Piastrine (SRP), ottenuto grazie alla centrifugazione di un limitato quantitativo di sangue prelevato direttamente dalla stessa paziente, e inoculato direttamente sul cuoio capelluto supportando la rigenerazione del follicolo pilo-sebaceo e la ricrescita dei capelli”.

Altra forma di alopecia, anch’essa invalidante, è quella “areata”, che comporta la perdita di capelli “a chiazze”, comune in età pediatrica. Ma essa può colpire anche gli adulti ed è un processo autoimmune.

Per l’Alopecia areata – continua la prof. Fabbrocini -esistono molte terapie, peraltro non del tutto efficaci. Molte speranze si nutrono nei confronti di una nuova categoria di farmaci, i JAK-inibitori, che rappresentano una terapia finalmente mirata a interrompere la risposta immunitaria anomala che causa la caduta dei capelli nell’alopecia areata. Essi bloccano, infatti, l’azione di alcune piccole molecole che sono state individuate come causa della risposta autoimmune nell’alopecia areata. Al momento, in Italia, nessuno JAK-inibitore è stato ancora approvato dalle autorità regolatorie, mentre in Usa, da pochissimi mesi, sono stati approvati ufficialmente i farmaci baricitinib”.

Per le donne la perdita dei capelli può avere origine traumatica o da trazione, provocata dall’abitudine di pettinare o trattare i capelli in maniera eccessivamente traumatica, per esempio, con trecce molto strette o l’utilizzo eccessivo di piastre o trattamenti con temperature elevate che danneggiano il fusto dei capelli.

Altra forma, infine, è l’alopecia conseguente all’uso terapeutico antineoplastico di chemioterapici. “Questa forma, fortunatamente, nella maggior parte dei casi, è solo transitoria ed esistono diverse terapie per velocizzare la ricrescita dei capelli. In attesa si può ricorrere a parrucche di capelli veri.

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