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Una mela al giorno

Ferragosto, l'amore sotto la lente del microscopio

Tempi post Covid, quali sono secondo voi le armi per il primo approccio?

In estate – dicono le statistiche – nascono l’82% degli amori-fuochi fatui: riassumiamo l’amore che la Scienza segnala come “cosa seria”

16 Agosto 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Amore al microscopio: per Ferragosto (giornata nella quale – dicono le statistiche – nascono l’82% degli amori-fuochi fatui), riassumiamo l’amore che la Scienza segnala come “cosa seria” che nasce, cresce, si conferma in tre successive fasi subentranti orientate verso il “per sempre”. Il cuore, siega Camille Gauber su Sciences et Avenir - La Recherche n°905-906,7.8, 2022 - perde un battito, l'intestino si contorce, il respiro suona il tocsin (campana a martello) perché la sua orchestra fa musica nel cervello. Qui, le tre fasi dell'amore romantico che formano desiderio, passione e , dopo 2.3 anni, attaccamento, coinvolgono, in più o meno ed in fasi distinte, gli stessi composti chimici, i neurotrasmettitori, prodotti dai neuroni che li utilizzano come messaggeri. Questi sono prevalentemente: adrenalina (stress), noradrenalina (vigilanza), dopamina (motivazione e ricompensa) cui si sommano altri prodotti dall’ipotalamo e dell’insula (parti della massa cerebrale): ossitocina e vasopressina, (attaccamento). Le 3 fasi, addirittura, pigiano il pedale della sordina (come quello dei pianoforti che, grazie ad uno spessore di feltro, attenuano il suono e. a volte, consentono di produrre nuove sonorità) sul desiderio sessuale che ne risulta mortificato. Altri ormoni come la dopamina e ancora la noradrenalina si incaricheranno, poi, di riequilibrare e sommare sesso, passione, intimità, ricerca del “vicini- vicini” in un sospiro duale d’amore appassionato, duraturo, esclusivo e complementare lungo anni ed alimentato da ormoni, volontà, desiderio, attaccamento. Decisiva l’’ossitocina, altro ormone presente in tutti i mammiferi, la cui presenza si massimizza durante il parto, l’allattamento ed è elemento-chiave nelle relazioni sentimentali per cui è definito “ormone dell’amore” per antonomasia. Ed è seme fecondo da cui nasce l’amore appassionato, l’affetto per gli anni a venire, la monogamia. Per confermare quest’ultima, vengono in aiuto vasopressina, dopamina, loro recettori presenti in determinate aree del cervello. (M.J, Freund –Mercier Ossitocina: tra mito e realtà). Un “gioco serio” che, grazie alle più moderne tecniche di neuroimaging del cervello, si svolge in zone legate a sentimenti ed emozioni negative e positive che, a seconda dei casi, sono attivare e disattivate al servizio, in questo caso, dell’amore romantico che condiziona ed influenza anche cervello, ormoni, comportamenti del partner. Ma, perché la scelta di uno(a) tra i (le) tanti (e)? “Se la biologia non sa ancora spiegarlo - dice Emmanuelle Santelli, dir. di ricerca del CNRS - è chiaro che le coppie uniscono persone socialmente simili: si parla di omogamia sociale”.

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