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Covid, facciamo il punto, tra Omicron e sottovarianti

Coronavirus

Gli è che queste attuali Omicron-sottovarianti BA.4 e BA.5 e loro compagnia pessima riescono a sfuggire alla salve di anticorpi che l’organismo, che essi hanno invaso, gli spara contro

12 Luglio 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Assistiamo, pressoché impotenti, alla “evoluzione” spudoratamente veloce del virus Sars-Cov2 che mette a dura prova la valentia dei ricercatori e la disponibilità (orientata al guadagno?) delle case produttrici. Ora, è il caso della variante Omicron le cui sottovarianti spadroneggiano nel mondo e fanno ammalare anche alcuni di coloro che la Covid hanno già subita o di chi è già stato vaccinato secondo regola. Malattia e vaccino, con gli anticorpi che hanno prodotti non valgono più?

Gli è che queste attuali Omicron-sottovarianti BA.4 e BA.5 e loro compagnia pessima riescono a sfuggire alla salve di anticorpi che l’organismo, che essi hanno invaso, gli spara contro. Al massimo, queste difese riescono a tagliare, al virus, una parte di virulenza o velenosità e la malattia che ne deriva diventa… un’influenzetta o quasi tale. Ma, per chi, di per sé, ha problemi di “debolezza” oppure l’ultima dose di vaccino ricevuta è piuttosto lontana nel tempo (5-6 msi), le cose possono non andare così lisce pur se, sempre, molto ma molto meglio rispetto a chi non si sia vaccinato od abbia saltato qualche appuntamento.

Aver superato una malattia da Omicron non mette al sicuro proprio perché le attuali sottovarianti malandrine riescono a sfuggire – in toto o in parte - alla potenza degli anticorpi sia dei vaccinati che degli ex malati. Né si può escludere che gli uni e gli altri possano, a loro volta, resistere a future, malaugurate ulteriori varianti. Chi ha anticorpi (da vaccino o da malattia) ha un tesoro nella propria banca biologica che nessuna inflazione potrà rendere del tutto inutilizzabile. Se malattia sarà, questa, al massimo sarà clemente, pauci- oppure a-sintomatica.

Nrl frattempo, l’Ema (European Medical Agency) ha comunicato il “work in progress (lavori in corso) di nuovi vaccini mRNA modificati ed adattati che, includendo un ceppo di variante Omicron, possono aumentare ed accrescere la protezione, se usati come booster” (vedi dopo)… ma, se i tassi di infezione dovessero aumentare anche le persone tra 60 e 79 anni e quelle a rischio, a qualunque età essi appartengano, dovrebbero ricevere una seconda dose booster”.

Il nuovo vccino sarà pronto, per la registrazione, a settembre e dovrebbe essere utilizzata analoga strategia accelerata usata – con vantaggi e senza rischi aggiunti -  per i vaccini antinfluenzali stagionali, che non richiede la presentazione di dati clinici prima dell'approvazione del vaccino aggiornato annualmente” (M.Cavaleri, Ema). Altrimenti ci giungerebbe in inverno e, quindi, tardi.

La FDA (Food and Drug Administration Usa che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) dichiara che è opportuno disporre di vaccini adatti a colpire anche le varianti in circolazione, raccomandando l'inclusione di una componente contro le sottovarianti Omicron BA.4/5 nei prossimi booster in aggiunta alla composizione attuale, per avere dei prodotti bivalenti. Per le prime dosi sarebbe bene usare le attuali formulazioni csèsci di tutelare contro la malattia grave.

Ma, intanto, qui ed ora, bisogna tutelarsi. Seguire le direttive è opportuno. Il vaccino non è un Godot qualunque da attendere… a babbo morto.
Ognuno di noi, intanto, si renda responsabile dei propri atti quotidiani. Mascherina, distanziamento, mani lavate e sanificate sempre. Locali ed eventi pubblici, specie se al chiuso, siano frequentati con la prudenza che salva dal contagio facile. Difendersene è un imperativo categorico che fa bene a sé ed agli altri. È emergenza da affrontare con discernimento e senza angoscia.

Ma il morbo infuria,…/Sul ponte sventola/
Bandiera bianca! (A. Fusinato: “L’ultima ora di Venezia).

Nota:
Per dose "booster"  si intende una dose di richiamo, da praticare a distanza di un definito lasso di tempo dalla conclusione del ciclo vaccinale, per assicurare/confermare, nel tempo, un adeguato livello di risposta immunitaria.  La dose addizionale, invece, è una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario ed è stata prevista per i soggetti fragili, a rischio, con risposta immunitaria molto compromessa per poter  raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria protettiva.

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