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In Puglia e Basilicata

Nulla sarà più come prima

L'Italia e il Coronavirus, un'indagine: come potrà cambiare il nostro Paese?

Coronavirus

L'importanza di esplorare ed individuare i fattori di cambiamento su cui costruire un nuovo modello di sviluppo economico-sociale più capace di rispondere alle nuove sfide della modernità

18 Marzo 2020

Nicola Simonetti

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Nulla sarà più come prima. Da qui l’importanza di esplorare ed individuare i fattori di cambiamento su cui costruire un nuovo modello di sviluppo economico-sociale più capace di rispondere alle nuove sfide della modernità.

“TradeLab”, società specializzata nell’attività di analisi, consulenza e formazione, ha commissionato a “Metrica Ricerche” un’indagine volta a rilevare il punto di vista dei cittadini su come si stanno modificando comportamenti e atteggiamenti individuali e sociali in modo da poter individuare nuovi assi per lo sviluppo delle imprese e linee di indirizzo per le future politiche sociali ed economiche del Paese.

L’indagine è stata realizzata via web su un campione rappresentativo a livello nazionale di 1.000 cittadini di età 18-65 anni. L’indagine - condotta tra 7 e 9 marzo, quando l’emergenza sanitaria era già entrata nella sua fase acuta – rappresenta un fondamentale punto di partenza per le analisi e riflessioni sul futuro del Paese.

 • COME GLI ITALIANI STANNO VIVENDO L’EMERGENZA?  

 • Comunicazione e Media: un esame di coscienza e stimoli per il futuro

Emerge, come era naturale attendersi, un quadro di forte preoccupazione sul piano economico - più per quello che riguarda il sistema generale del Paese (77%) meno a livello personale (51%).

Oltre che per la preoccupazione per la salute, è emersa, con grande evidenza, l’importanza della comunicazione e del ruolo che hanno le Istituzioni e i media in questo ambito, in particolare per limitare la diffusione di fake news.

Gli Italiani si sono divisi quasi equamente tra coloro i quali hanno apprezzato la comunicazione delle Istituzioni (Governo, Regioni, Comuni e Protezione civile) e quelli che invece hanno espresso parere contrario.

Non altrettanto si può dire sul giudizio sui media (di tutti un fascio) nei riguardi dei quali, il giudizio dei cittadini è risultato fortemente negativo.

Il 55% degli intervistati afferma di aver compreso meglio l’importanza di un’autodisciplina e di senso di responsabilità dei media (giornali, tv, radio, web).

E DOPO?

Salute personale e sistema sanitario nazionale: valori fondamentali sui quali investire e fare innovazione

Il primo luogo si rileva che questa esperienza individuale e collettiva ha riportato la salute e l’organizzazione dei servizi sanitari in una posizione di maggiore rilevanza nel sistema di valori degli Italiani. Quasi il 60% del campione ha fortemente aumentato la propria consapevolezza circa il valore del Servizio Sanitario Nazionale auspicando maggiori investimenti in strutture, risorse e organizzazione. Il 41% dichiara che si rivolgerà in futuro con crescente fiducia al Servizio Sanitario Nazionale. Allo stesso tempo si palesa la richiesta di una maggiore diffusività dei servizi sanitari attraverso l’attesa di ruolo maggiore a livello territoriale da parte delle farmacie.

Oltre a tanti brutti ricordi, questa esperienza, lascerà in eredità un aumento del senso di responsabilità sociale degli italiani così come crescerà il sentimento di solidarietà: il 52% ne è convinto.

Meno consistente, ma comunque rilevante (per il 33% in forte aumento), la crescita del sentimento di orgoglio nazionale generata da come a livello pubblico, istituzionale, collettivo e dei comportamenti individuali si sta affrontando la crisi.

La digitalizzazione «forzata» sta forzando il Paese a percorrere più velocemente la strada della modernizzazione sotto diversi aspetti a partire dal sistema scolastico e universitario (62%). Il 57% del campione si dichiara fortemente disponibile a utilizzare maggiormente i servizi digitali sia come cittadino (nei rapporti con l’Amministrazione Pubblica e le istituzioni) sia per le attività di lavoro (il 46% è favorevole allo smart working) e d’impresa.

Infine, un’altra consapevolezza di fondo: per i cittadini la rinascita socio-economica del Paese potrà avvenire solo «insieme e dal basso» avendo come protagonisti non solo i principali attori di livello nazionale come governo, grandi imprese, grandi banche (60%), ma anche (52%) i soggetti del tessuto economico-sociale a livello locale (medie imprese, associazioni territoriali di categoria). Da ciò risulta evidente la necessità di sviluppare capacità di indirizzo e di coordinamento di tutte le forze sociali ed economiche.

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