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Studio su 100.902 persone

Bere tè tre volte a settimana per una vita più lunga e sana

Il consiglio è del dr Dongfeng Gu, dell’Accademia cinese delle scienze mediche di Pechino

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Tè verde

“Bere tè almeno tre volte a settimana per assicurarsi una vita più lunga e più sana”. Il consiglio è del dr Dongfeng Gu, dell’Accademia cinese delle scienze mediche, Pechino, coautore di uno studio su 100.902 persone partecipanti al progetto China-PAR2, pubblicato ieri sull' “European Journal of Preventive Cardiology”.

"È risultato – aggiunge il dr Xinyan Wang, primo autore dello studio - che il consumo abituale di tè riduce i rischi di malattie cardiovascolari e di morte per tutte le cause. Tali effetti sono più evidenti nelle persone che consumano abitualmente tè verde." In particolare, questi ultimi hanno vissuto 1,26 anni più dei loro coetanei non consumatori di tè, hanno dimostrato di correre il 20% in meno di rischio di cardiopatie e ictus il cui esito di morte è ridotto, a sua volta, del 22%. Inoltre, il rischio di morte per tutte le cause si riduce del 15%.

Conservare l’abitudine di bere tè (verde) per lungo periodo vuol dire, secondo l’indagine cinese, correre rischio inferiore del 39% di malattie cardiache e ictus, del 56% di malattie cardiache e ictus fatali e del 29% di morte per tutte le cause rispetto a non bevitori abituali di tè.

Importante – dice il dr. Dongfeng Gu - il tipo di tè consumato. Quello verde, che presenta una più elevata ricchezza di polifenoli, ha dimostrato di abbassare del 25% i rischi rilevati.

La fermentazione cui è sottoposto il tè nero ossida i polifenoli con possibile perdita della loro attività. Inoltre il “nero” lo si prende, quasi sempre, nel latte, cosa che ne riduce gli effetti benefici sul’apparato dì cardiovascolare.

Ma perché il tè verde si è rivelato sessista? I suoi effetti benefici sono ridotti nettamente nelle donne sì rispetto agli uomini. Secondo il dr Wang la ragione è nella costanza nell’assunzione di tè che gli uomini osservano più delle proprie compagne.

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