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Vertigini, difficile individuarne la causa. La cura: a volte basta una manovra liberatoria

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Vertigini, ed è subito crisi di equilibrio fisico cui, presto o tardi, si accompagna quello psichico, sconvolto dall’insicurezza dello stare e dello spostarsi. L’equilibrio fisico è una condizione multisensoriale di cui sono garanti diverse aree del corpo: orecchio (il labirinto), occhi, muscoli in un complesso di cooperazione, integrazione, rinforzo che la scienza cerca di comprendere e risolvere appieno, dal punto di vista terapeutico e preventivo, chiamando in causa diverse figure mediche professionali: l’otorino, il neurologo, il posturologo o fisiatra, l’oculista e il geriatra.

“In effetti non esiste una specializzazione medica nel campo della vestibologia e la materia richiede, tra l’altro – ha detto il prof. Augusto Pietro Casani (università, Pisa) al corso CRS su “Vestibologia clinica e strumentale” - una strumentazione di ultima generazione di cui il nostro centro si è dotato. Né va trascurato il rapporto con i pazienti per i quali realizziamo, almeno due volte l’anno, corsi pratici. Il centro diventa, così, una vera e propria clinica per la cura delle vertigini, come quelli di Monaco di Baviera, Londra, Maastricht e Spagna. A parte poche eccezioni, l’approccio che, in genere, si instaura con il paziente è superficiale. Spesso - continua Casani - si pensa che la perdita dell’equilibrio dipenda soprattutto dalla cervicale, ma è un errore che impone al paziente un lungo iter che va da uno specialista all’altro e fa perdere molto tempo. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un otorino.”

La vertigine più comune è quella posizionale: 5% dei pazienti che arrivano al Pronto Soccorso soffre di vertigini. Dopo i 60 anni almeno il 15% dei pazienti si rivolge al medico di famiglia lamentando mancanza di equilibrio. Si tratta di impatti rilevanti sulla salute dell’individuo e soprattutto dell’anziano, a rischio di cadute. In questi anni – dice Casani - si è anche studiato il rapporto tra cefalea e vertigine noto come “emicrania vestibolare”, permettendo di curare molti pazienti che ne soffrivano. La sua soluzione non è nei farmaci ma in trattamenti manuali (una serie di manovre liberatorie operate dal fisioterapista in poche sedute che si protraggono per 1-3 mesi). Questa terapia riabilitativa ha scopo di rafforzare la funzione vestibolare in maniera tale da aiutare gli altri sistemi (labirinto, vista e muscoli) che concorrono all’equilibrio”.

In alcuni casi, peraltro molto rari, di totale mancanza di equilibrio si è ricorsi, a Baltimora e in Olanda, alla chirurgia degli impianti vestibolari.  In via di soluzione è la difficoltà di indagine del distretto dell’orecchio. In arrivo, nuovi strumenti diagnostici: Risonanza Magnetica a 7 Tesla (quattro volte più potente degli strumenti attuali) che consentirà più accessibilità e comprensione dei meccanismi che regolano il funzionamento o il malfunzionamento dell’orecchio interno. Per quanto rtiguarda la malattia di Mèniere, è allo studio il trattamento intratimpatico (che prevede l’iniezione di medicinali direttamente nella coclea), che in futuro potrebbe essere impiegato anche per la terapia genica.

“Desideriamo - dice Alberto Golinelli direttore Centro ricerche e studi Amplifon - che la comunità scientifica focalizzi sempre più l’attenzione sull’udito e sulle patologie - ancora troppe, purtroppo - ad esso connesse. Una buona percentuale della nostra qualità di vita dipende da questo senso, sempre più minacciato dall’ inquinamento acustico e che, paradossalmente, riveste una funzione vitale non solo per l’interazione fra le persone, ma anche per la nostra attività cerebrale.”

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