Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 06:49

NEWS DALLA SEZIONE

Lunga e buona vita ai trapiantati, ma hanno difficoltà a curarsi

 

Gravidanze fantasma e figli miracolo dopo il cancro

 

Nuovi anziani, nuova medicina, nuovo medico: rivoluzione epocale

 

Rischio ospedale: due volte su cento per farmaco improprio

 

Over 55, hikikomori (in disparte)? No!

 

Matera si illumina per «spegnere» l'artrite psoriasica

 

Donne in gamba: prendersi cura di sé
Iniziare proprio dalle gambe

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Questo il consiglio medico ma, nella realtà, poche si preoccupano di senso di gonfiore, dolore e indolenzimento spesso associati alla comparsa di capillari e varici e li inquadra come espressione di una patologia sottostante cioè la malattia venosa cronica che interessa fino all’80% della popolazione (compresi, ma in minoranza, i maschi).

Questa patologia interessa specie i vasi sanguigni degli arti inferiori che sono simili a tubi che trasportano il sangue dalla periferia verso i polmoni. Un lavoro – il loro – che, per vincere la forza di gravità necessaria a mandare il sangue dal basso (arti inferiori) verso l’alto (polmoni), sono dotate di valvole che si aprono all’arrivo del sangue e si richiudono subito dopo il suo passaggio, impedendogli il che dietro front.

Se queste valvole sono “ingottate” (facile per fattori genetici, età, sovrappeso, sedentarietà, prolungata stazione eretta), il sangue torna indietro.

Negli stati avanzati compaiono vene varicose, macchie, gonfiore, edema, fino alla formazione delle ulcere venose.

È fondamentale – dice il prof. Angelo Santoliquido (responsabile Angiologia, Fondazione policlinico università Gemelli, Roma) diagnosticare e intervenire tempestivamente sulla malattia venosa affinché non evolva in insufficienza venosa.

Sette donne su 10 ignorano, però, il valore dei “segnali” precoci e solo 3 su 10 già con il problema in atto si rivolgono al medico. Una donna su due di età fra 35-49 anni dichiara di soffrire disturbi alle gambe (ricerca DoxaPharma).

Questo comporta una spesa di 100 milioni euro/anno per trattamento dell’insufficienza cronica e di altri 155 milioni per la cura delle ulcere.

Auspichiamo che la donna sia consapevole dell’importanza di interessarsi delle proprie gambe consultando il medico ed adottando uno stile di vita: esercizio fisico, evitare troppa stazione eretta, no alla poltrona, alimentazione adeguata per mantenere il peso-forma e ricca – dice la dr Ambra Morelli (associaz. Naz. Dietisti) – di vegetali, frutta, verdura, frutti rossi, carote, peperoni, pesche, vegetali a foglia verde, frutta secca, cereali integrali, pesce. Zucchero e grassi il meno possibile.

Ddal punto di vista preventivo e terapeutico – consiglia il prof. Santoliquido – farmaci a bersaglio endoteliale (parete interno dei vasi). Il trattamento efficace è quello che agisce sull’infiammazione che migliora la situazione locale e rallenta l’evoluzione della malattia. Disponiamo di diversi farmaci con questo meccanismo di azione, il principale dei quali è il mesoglicano (nome non commerciale) da usare quanto prima possibile”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400