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In Puglia e Basilicata

ROMA E I DISABILI SENZA ALBERGO

ROMA E I DISABILI SENZA ALBERGO

12 Ottobre 2020

Michele Pacciano

DiversaMente

Michele Pacciano

L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Avevo una trasferta a Roma. Ho prenotato telefonicamente  Un buon albergo in zona Fiumicino, era lì che dovevo operare. Ho chiesto la stanza per disabili e mi hanno assicurato che non c'erano problemi. Sono andato lì spedito, convinto di trovare ogni comfort.

Quando sono entrato, però, il bagno era sì largo ma non c'era nessun appiglio per potersi mantenere nei pressi del water, c’era sì una doccia a pelo d'acqua ma non c'erano maniglie a parte una sedia e la doccetta del water era posizionata in maniera tale che l'acqua non potesse defluire se non a terra.

Non è colpa degli albergatori ma, ogni volta che devo spostarmi - e con il mio mestiere è  abbastanza frequente -  ho i soliti problemi di alloggio. Allora mi chiedo: chi controlla che ci siano le stanze per disabili? E che queste siano realmente fruibili?

Secondo me dovremmo, tra le associazioni più rappresentative - penso all’ANFFAS, alla FISH - istituire una commissione che assegni delle stelle di fruibilità per l’accessibilità degli alberghi alle persone con disabilità, che possano muoversi per lavoro, per vacanza o per altre esigenze; scrivere un'agenda o un vademecum, con un’app, per poter consentire la mobilità sostenibile alle persone disabili. Un progetto del genere credo che possa trovare accoglimento anche con i fondi europei per una maggiore visibilità. Pensiamoci.

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