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Bandi regionali

Provi, i disabili pugliesi verso la vita indipendente

Misure concrete per una reale autonomia

Due linee d'intervento. Fondi disponibili con tre finestre temporali

DiversaMente

Michele Pacciano

Michele Pacciano

L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Provi, i disabili pugliesi verso la vita indipendente

Finalmente potremmo disporre di un ventaglio di interventi per costruire, da soggetti autodeterminantesi, un progetto di vita indipendente.

L’avviso pubblico emanato dalla regione PROVI e PROVI DOPO DI NOI che sta per progetto di vita indipendente, prevede due linee d’azione: i Provi progetti di vita indipendente, già finanziati nelle scorse annualità e i Provi dopo di noi che si riferiscono alla legge 112 del 2016, la famosissima legge tanto attesa, ma che invero, non ha prodotto l’impatto che ci si aspettava. Perché tanto attesa? Perché come sappiamo tra le tante problematiche che vivono le famiglie con persone con disabilità, la cosa più spaventosa e atroce è pensare “cosa accadrà ai cari quando non ci saremo più?”. Proprio per questo è stata strutturata e pensata questa legge.

Ogni Regione si è organizzata per conto proprio per concedere dei finanziamenti che garantissero la vita autonoma.

Nel bando di marzo ci sono due linee di intervento.

Una riguarda persone che hanno una condizione di gravità ovvero una tra quelle annoverate all’articolo 3 comma 3 che hanno presentato progetti negli anni scorsi di vita indipendente, quindi per dare continuità a questi progetti e ovviamente per crearne di nuovi.

La linea B invece consente il finanziamento per progetti individuali per persone sempre con disabilità grave quindi sempre articolo 3 comma 3, prive del supporto familiare o con genitori che abbiano oltre 65 anni.

La finalità di questi progetti come dice appunto il nome è quella di sostenere la vita indipendente per tutte quelle persone che hanno la capacità di vivere anche in maniera supportata in una condizione di autonomia. In questa tipologia di avviso non c’è solo un carattere assistenziale, ma si modifica il ruolo svolto dalla persona con disabilità che diventa un soggetto attivo, che si autodetermina e a cui è data la possibilità di scegliere gli strumenti che possano sostenerlo nella conduzione di una vita il più possibile autonoma, a livello sociale, lavorativo, sotto tutti gli aspetti.

Chiaramente questo prevede un progetto di vita individualizzato, progetto di vita già presente nella legge 328, articolo 14, legge che ha ormai compiuto quasi 20 anni ma è disattesa nel senso che il progetto di vita non viene quasi mai fatto per le persone con disabilità, invece in questi progetti, in questi avvisi pubblici c’è la possibilità che la persona dica: io voglio fare questo e per farlo ho bisogno di alcuni sostegni che scelgo io stesso, non è più un soggetto che ha solo e soltanto bisogno di cura, il soggetto con disabilità, ma un individuo che si autodetermina.
Chi sono i beneficiari di queste due misure?

Per la linea a persone con disabilità grave che abbiano l’articolo 3 comma 3 della 104 de 1992, che abbiano età pari o superiori ai 16 anni e non oltre i 66 anni, quindi anche ragazzi che frequentano ancora la scuola superiore, che potrebbero avere aiuto a scuola o nel fare i compiti e tutte quelle attività che afferiscono alla scuola.

Questa misura, il provi e il provi dopo di noi, è incompatibile con l’assegno di cura, cioè chi ha l’assegno di cura non può avere il provi, quindi bisognerà fare una scelta.
Per la linea A il contributo economico previsto è di un massimo di 15mila euro su un progetto di un anno.

Con questi 15mila euro la famiglia cosa può richiedere?

Innanzitutto un massimo del 70% va per la contrattualizzazione di un assistente personale, cioè la famiglia individua liberamente una persona che possa fare da assistente alla persona con disabilità, quindi sarà la famiglia che autonomamente sceglierà la modalità che deve avere tutto.

Un massimo del 20% del totale è per l’acquisto di ausili domotici per l’ambiente oppure tecnologici, innovativi per favorire la connettività. Spese per la mobilità riferito ad acquisto di trasporto pubblico, trasporto a domanda, trasporto sociale e sono incluse anche le spese di consulenza che hanno un massimo del 10%.

La linea B è rivolta a persona con disabilità grave articolo 3 comma 3 dell’articolo 104 del 1982, compresa tra i 18 e i 64 anni, prive del sostegno familiare o di entrambi i genitori o perché gli stessi hanno un’età superiore ai 65 anni o siano in una condizione di disabilità e quindi non sono più in grado di fornire il supporto adeguato. Anche questa misura è compatibile con l’assegno di cura o con provi dopo di noi.

Anche per la linea B le spese amministrative sono: la contrattualizzazione di un assistente personale scelto liberamente dalla famiglia, acquisto di ausili, spese di consulenza eventualmente anche spese per una fideiussione bancaria perché questi contributi arriveranno in comune se la domanda viene accettata, per cui la famiglia deve scegliere o di anticipare i soldi necessari a fare tutto ció che c’è bisogno di fare e poi in maniera anche molto veloce il comune rimborsa, oppure c’è la possibilità di fare una fideiussione che dà l’anticipo di tutta la somma. Inoltre per la sola linea b è possibile acquistare arredi adattati per la propria abitazione, spese per il canone di locazione, spese per la ristrutturazione e abbattimento della barriere architettoniche.

Ci saranno diverse finestre temporali, non è possibile presentare domanda solo dal 10 al 31 marzo, poi ci sarà una finestra temporale estiva, una autunnale, quindi la gente può presentare domanda anche oltre marzo. L’Anffas e tutte le altre associazioni di persone con disabilità sul territorio, sono a disposizione di tutti, di tutta la comunità, non solo dei soci per fornire informazioni, fornire consulenza per l’inoltro della domanda per tutto quello che concerne questa ed altre misure relativa alla disabilità.

Come anticipato questa legge non ha avuto l’impatto che ci si aspettava.

Le domande arrivate in Puglia per le richieste di finanziamento per la 112 sono state pochissime, perché il
bando regionale è stato strutturato in un modo che reso difficile raggiungere il punteggio minimo.

È mancata l’informazione dalla regione, molte volte anche degli ambiti.

Le famiglie non sanno che hanno a disposizione questa possibilità e molto spesso lo sanno solo perché ci sono associazioni che fanno questo tipo di attività, ma la Regione che aveva previsto dei fondi per la pubblicizzazione di queste misure, per l’informazione capillare sui territori regionali non ha attuato debitamente questa campagna informativa.

La regione Puglia dopo atti e dopo promesse non ha mai stanziato questi fondi, quindi è stato impossibile rendere questa informazione capillare, per cui le associazioni si muovono come possono, però cercano in ogni modo di far arrivare alle famiglie questi messaggi.

"È chiaro che bisogna incontrarsi, parlarsi  - precisa la dottoressa Annamaria Petrosino, coordinatrice dei progetti dell'Anffas Puglia - noi lo facciamo volentieri. I fondi ci sono e non sono stati utilizzati che è una cosa veramente spaventosa, è veramente un peccato. Quindi ci auguriamo che con questo nuovo avviso siano messe a conoscenza di tutto quanti più famiglie e rimaniamo a disposizione presso la nostra sede per fornire tutta la consulenza necessaria".

 

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