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Un tema dominante all'International Green Week a Berlino. E tra i 1.800 espositori un pugliese

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Uno spazio per stimolare la conversazione con i cittadini sull'eco dell’ambiente nella nostra salute. Commenti e opinioni a federicamarangio@gmail.com

Lo stand Italy a Berlino

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#klima praktiker. Il nostro patrimonio comune. E' questo il motto che spiccava ad uno degli eventi europei più importanti dedicati alla sostenibilità ambientale e a tutto ciò che gravita attorno ai concetti di green ed eco-friendly. La settimana istituita nel 1926 e giunta alla 85esima edizione, si è tenuta per il 2020 al Centro Congressi di Berlino – Messe Berlin –, riunendo migliaia di espositori. Questa edizione in collaborazione con la Croazia, ha registrato 1.800 stand provenienti da 72 paesi, 400.000 partecipanti per una spesa di 52 milioni di euro. E il dialogo si è tenuto caldo su politiche agricole, metodi di produzione eco-friendly e l'impatto del cambiamento climatico. Una sala intera proponeva soluzioni innovative per rispettare l'ambiente e limitare l'utilizzo indiscriminato della plastica.

La Danone per esempio sta attivando delle politiche «in direzione della green economy», secondo le quali a partire da aprile le bottiglie di plastica saranno al 100% R-PET – riciclabili – . Una sfida quella lanciata dalle grosse multinazionali che hanno a cuore la sostenibilità ambientale, ma anche da associazioni più piccole – Landfrauen è un esempio – sorte proprio per animare e vivacizzare la conversazione sulle alternative alla plastica, tra cui la ceramica, cestini in vimini e tutto ciò di cui nel mondo rurale si fa largo uso. La qualità, la sicurezza alimentare e la tutela delle derrate alimentari sono state al centro del dibattito per l´intera settimana.

Il movimento «Friday for Future» ha partecipato per la prima volta e si è colto un riscontro positivo ai nuovi stand che raggruppavano produttori di 14 paesi africani che commercializzano cibo al mercato europeo. E nella sala 4.2 spopolava Italy per l´esuberanza delle proposte – apprezzatissime dai tedeschi – e l'entusiasmo dei colori e dei venditori che, seppur inceppando con la lingua, non faticavano a farsi comprendere. E tra stand in cui il vino, l'olio, i salumi, il gelato, i formaggi stagionati ne rivendicavano a vario titolo la cittadinanza con imprenditori provenienti da ogni parte di Italia, figurava uno che a San Ferdinando di Puglia, BAT, ha un'industria casearia, «Il bacio di latte», gestita interamente dai figli.

Produttore pugliese presente all’International Green Week

«Loro lavorano in Puglia, all'estero ci penso io». Ha affermato con un sorriso Michele Celentano che non compare su nessuna locandina della Green Week, essendosi associato allo stand delle vicine Marche. Tra caciocavallo, burrata, stracciatella e mozzarella per la Puglia e panini con la porchetta per le Marche, si sono divisi gioie e dolori, arrancando con il tedesco, ma conquistando per la simpatia e la genuinità dei prodotti. «Il prossimo anno ci organizzeremo meglio. Intanto volevamo esserci anche per prendere parte ad una fiera che non si limita alla vendita al dettaglio, ma incentiva lo scambio di contatti con altri produttori e privati interessati a mangiare con gusto, preservando la salubrità anche a tavola».

Trovare il pugliese non è stato difficile. Identificato per i prodotti freschi che sfidano il lungo viaggio non intaccando la qualità, si faceva notare per la simpatia e per il desiderio di comunicare persino con i gesti, quando si rendeva necessario.

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