Pasqua per diventare persone significa recuperare il significato dei piccoli gesti nelle relazioni più significative e in quelle più superficiali che avvengono nell’ordinarietà delle giornate. Tornare ad apprezzare la bellezza dei sentimenti, dandoci tempo e spazio per percepirli al nostro interno e all’esterno. Avere voglia di trasmettere un messaggio di speranza e di bene, far arrivare l’affetto alle persone, richiede grande capacità e sensibilità.
Richiede un distacco da sé e la capacità empatica di stare con l’altro e sentire con l’altro, sviluppando senso e ascolto dei suoi segnali comunicativi e allinearsi a questi, condividendoli. Spesso parlare della bellezza e della bontà, dei sentimenti e degli affetti, appare come un tema banale e semplicistico, poiché dato per scontato, mentre sulla scia della gerarchia dei valori della società consumistica, - sesso, soldi e potere-, le tre esse, sembrano avere sempre la meglio, con più audience e priorità di ascolto e di posizionamento sulle testate giornalistiche. In realtà, la priorità della notiziabilità e della gerarchia di importanza del bene risiede nel bisogno psicobiologico e spirituale della persona, che vive se sta bene. Infatti, in tutti i contesti in cui i diritti della persona sono negati da violenze, sopraffazioni, guerre, tratta e maltrattamenti, non c’è bene, non c’è benessere e non c’è vita. Vita intesa come equilibrio organico e psichico - che consente la nascita, la crescita, la trasformazione e la generatività, fino alla morte a causa della conclusione del ciclo vitale e non per cause derivanti dalla privazione delle condizioni psico-bio-sociali che influenzano la salute fisica (F. Frateschi).
Il progresso delle civiltà consiste anche in questo: nella possibilità di garantire un ciclo vitale di qualità, in cui le persone possano tutte migliorare la propria condizione di vita, a prescindere dal proprio livello di partenza. Scegliere di mettere il bene in prima pagina significa fare un’esperienza personale, in cui avere il coraggio di dare un peso specifico all'importanza dell’essere persona, con i valori che contraddistinguono il termine, ovvero identità, socialità, relazione, generatività, sentimento, emozione, capacità di discernimento, etica del comportamento, organizzazione psichica, fisica e capacità di adattamento. Per dirla con il sociologo Émile Durkheim, la persona è la forma che l’essere umano assume quando viene interiorizzata la società. Non basta dire di cosa ci sarebbe bisogno, non basta indignarsi, non possiamo attendere che i percorsi di educazione formale avviino nuovi cicli evolutivi di educazione all’affettività ma, in ottica di autoformazione e apprendimento lungo tutto l’arco della vita, è tempo di iniziare da noi stessi a qualunque età, a recuperare l’importanza di tornare persone in relazione, co-costruendo il sociale come coscienza collettiva interiorizzata, iniettando semi di speranza e di rinascita. Avviando esperimenti di affettività e di bene con piccoli gesti lungo tutta la giornata.

















