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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:11

Viminale

Terrorismo, materiale pro Isis
e antisemita: 2 espulsi nel Barese

Rimpatriati un macedone e un albanese: motivi di sicurezza nazionale


Due cittadini, uno macedone ed uno albanese, sono stati espulsi per motivi di sicurezza nazionale. Si tratta, come informa il Viminale, di un cittadino 36enne macedone e di un cittadino albanese 27enne, residenti in provincia di Bari, monitorati nell’ambito di un’attività investigativa svolta dalla Digos di Bari per aver intrattenuto stretti rapporti via social con un internauta marocchino attestato su posizioni pro-stato islamico. A seguito di ulteriori e approfonditi accertamenti, sono stati documentati contatti anche con altri estremisti e predicatori radicali arrestati in Kosovo per reati di terrorismo.

Entrambi i soggetti espulsi sono risultati avere, nella propria disponibilità, supporti informatici con contenuti di carattere anti-occidentale ed antisemita. Per questi motivi il cittadino macedone ed il cittadino albanese sono stati rimpatriati per motivi di sicurezza nazionale, con accompagnamento nel proprio paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Bari.

Con queste ultime sono 89 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio paese, nel corso del 2017 e 221 quelle eseguite dal 1° gennaio 2015 ad oggi, riguardanti soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.

Nei confronti dei due cittadini, un macedone 36enne e un albanese 27enne, espulsi da Bari per motivi di sicurezza nazionale, è attualmente in corso una indagine della Dda di Bari per terrorismo internazionale. L’inchiesta, coordinata dal pm Giuseppe Maralfa, è stata avviata un anno fa sulla base di sospetti contatti via internet intrattenuti dai due soggetti, entrambi regolari sul territorio italiano, con connazionali residenti all’estero e già coinvolti o arrestati nell’ambito di indagini sul terrorismo di matrice islamica. In particolare, gli accertamenti della Digos di Bari hanno monitorato i due, in contatto fra loro e assidui frequentatori di una comunità islamica della provincia di Bari, per diversi mesi, assistenti ad un graduale percorso di radicalizzazione. cominciato circa un anno fa. Dall’analisi dei rispettivi profili Facebook sarebbe emersa infatti la presenza sempre più frequente di post nei quali i due esprimevano vicinanza all’ideologia jihadista e altri sul martirio, messaggi antioccidentali e antisemiti, oltre a contatti con soggetti stranieri sospettati di terrorismo.

Nell’ambito dell’inchiesta della Dda i due indagati, da anni residenti in provincia di Bari con carta di soggiorno il macedone (operaio edile) e permesso di soggiorno per motivi di lavoro l’albanese (meccanico), sono stai sottoposti a perquisizioni domiciliari. Nell’ambito di questi controlli è stato sequestrato materiale informatico che sarà sottoposto ad ulteriori verifiche per capire se contenga documenti sospetti.

Rilevata la pericolosità sociale dei due, pur non in presenza di elementi tali da sottoporli a misura cautelare, la Questura, di intesa con la Procura, ha segnalato alla Prefettura la necessità di espellerli, e conseguentemente il prefetto ha emesso il provvedimento di espulsione subito convalidato dal giudice di pace. A Bari - secondo la Digos - è il primo provvedimento di questo tipo dall’entrata in vigore nel 2015 della nuova normativa in materia di espulsioni. Nei rispettivi Paesi, Macedonia e Albania, deve risiedono anche le loro famiglie, i due saranno liberi ma monitorati e, per cinque anni, non potranno rientrare in area Schengen.

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