Martedì 14 Agosto 2018 | 19:12

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Sport e gastronomia tra i boschi del Pollino

Una pedalata fra i boschi lunga 20 chilometri che ci fa tuffare fra natura e storia della cultura arbëreshë, celebrata anche a tavola con un bel piatto di shtridhelat. Sono gustosissime tagliatelle strizzate, condite con fagioli e una manciata di peperoncino, tipiche di San Costantino Albanese. La giusta ricompensa per chi, pedalando da quota 1000 metri sul livello del mare arriva a 1250 attraversando il Parco nazionale del Pollino ed alcuni dei suoi punti panoramici più suggestivi.
Sport e gastronomia tra i boschi del Pollino
Una pedalata fra i boschi lunga 20 chilometri che ci fa tuffare fra natura e storia della cultura arbëreshë, celebrata anche a tavola con un bel piatto di shtridhelat. Sono gustosissime tagliatelle strizzate, condite con fagioli e una manciata di peperoncino, tipiche di San Costantino Albanese. La giusta ricompensa per chi, pedalando da quota 1000 metri sul livello del mare arriva a 1250 attraversando il Parco nazionale del Pollino ed alcuni dei suoi punti panoramici più suggestivi. Come in un documentario, vissuto senza fretta e dal vero a bordo sulle due ruote, scorrono sotto gli occhi del cicloturista la Timpa di Pietrosasso e la Timpa delle Murge fino al singolare agglomerato di case che sorge nella gola della Garavina, in contrada Paraturo, nella frazione Casa del Conte. E così sulle orme dei briganti, sempre pedalando, siamo arrivati a Terranova di Pollino, poco più di 1300 abitanti ma alla quale a fine 2010 il prestigioso New York Times ha addirittura dedicato una pagina intera grazie alle delizie della tavola del suo notissimo gastronomo e chef Federico Valicenti.
Percorrendo, con soste gourmet, questo intreccio inestricabile fra storia contadina e tutela del verde sia arrivati alla sorgente Catusa. Con una sosta a San Severino Lucano e una visita del Santuario Madonna del Pollino, il week end di due giorni nel Parco potrebbe finire qui ma… per chi vuole trascorrere una settimana intera, e vuole sfidare i propri limiti, ecco un percorso di 50 km che dura circa 7 ore e affronta dislivelli notevoli. La fatica viene ricompensata perché dopo Mezzana, ben 20 chilometri tutti in salita, si arriva a quota 2.000 metri: la vista si perde sul panorama di Piani del Pollino. In discesa, ma mica facile, il percorso che saltella fra sterrati e strade asfaltate e porta a Rotonda: assolutamente da non perdere il Museo naturalistico e paleontologico. Malgrado l'assurda trascuratezza che caratterizza l'esposizione, inspiegabile visto che Rotonda è anche la sede del Parco del Pollino esteso sia in Basilicata che in Calabria, all'interno del Museo è esposto un esemplare restaurato di un elefante italiano del Pleistocene medio superiore (400.000 - 700.000 anni fa) ed anche altri reperti fossili di straordinaria importanza.
Su due ruote in allegria siamo, così arrivati al quarto giorno del percorso suggerito da www.valjdea.it. Da Rotonda, 480 mt, si sale a Campotenese, 1000 mt, e si arriva ai ruderi del grande convento degli agostiniani (anno 1546) in località Collereto a Morano Calabro. Al quinto giorno, senza accorgercene, abbiamo superato il confine fra Basilicata e Calabria unite - oltre che dalla natura - dalla comunità albanese. La ciclo passeggiata si dirige verso i 200 mt e scende giù alle gole del Raganello, straordinariamente selvagge e impetuose, fino a Civita Albanese. Qui ci sono due soste imperdibili: al museo arbëreshë che spiega con immagini bellissime la storia di questa comunità orgogliosa delle sue radici albanesi, e la chiesa madre con la sua preziosa iconostasi e i mosaici di sorprendente ricchezza per un paese con circa 1100 abitanti.
Ultimo sforzo, il sesto giorno, per arrivare da Civita ai 1500 metri della Cresta della Falconara e iniziare la discesa e il rientro alla base di Terranova del Pollino, diretti al lago Duglia dove anche in inverno (con la neve) l'accoglienza è calorosa: c'è sempre il fuoco accesso nel punto libero di accoglienza in cui si può fare la carne alla brace in due immensi barbecue al coperto.
La scarsa frequentazione veicolare di gran parte della Basilicata si sposta egregiamente con un panorama variegato e mozzafiato, una natura ancora incontaminata dove ogni tipo di turista su due ruote, dal più temprato al meno atletico, può trovare la sua giusta dimensione. Per scoprire altri itinerari ed esplorarli anche da casa, attraverso l'ampio book fotografico, cliccate su www.viaggiarenelpollino.com.

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