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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 11:32

Il 2 febbraio

Scarti Ilva ed Enel: ceneri
o rifiuti? Al via superperizia

Fissato l'incidente probatorio per stabilire l'eventuale natura dei residui di lavorazione. Sono indagate 31 persone, alcuni mesi fa il sequestro degli stabilimenti

Scarti Ilva ed Enel: cenerio rifiuti? Al via superperizia

FRANCESCO CASULA

TARANTO - È fissata per il 2 febbraio l’udienza per l’incidente probatorio nel quale il giudice Antonia Martalò affiderà a un collegio di periti l’incarico di stabilire se le ceneri della centrale Enel di Brindisi e la loppa dell’Ilva di Taranto erano rifiuti da smaltire come sostengono i pm Alessio Coccioli della Dda di Lecce e Lanfranco Marazia della Procura di Taranto oppure se potevano essere utilizzate per la produzione di cemento come invece sostengono le aziende.

Sarà quindi una super perizia ad accertare, nel contraddittorio delle parti, come classificare i materiali prodotti a Taranto e Brindisi e sui quali, con l’inchiesta «Araba Fenice» è intervenuta la magistratura che ha acceso i riflettori sul ciclo produttivo della Cementir di Taranto, dimostrando come il cementificio, fino a qualche tempo fa di proprietà del gruppo Caltagirone, utilizzasse loppa proveniente dall’Ilva e ceneri di scarto della centrale Enel di Brindisi, per produrre cemento. Per il consulente dell’accusa il materiale utilizzato fino al 28 settembre, giorno del sequestro, doveva essere considerato rifiuto e come tale smaltito.

Furono i pm Coccioli e Marazia a chiedere un incidente probatorio con la nomina di un collegio di periti scelti dal tribunale a cui ora toccherà il compito di analizzare la documentazione e stabilire se i materiali utilizzati fino al 28 settembre erano rifiuti oppure no.

Nell’inchiesta risultano indagate 31 persone tra dirigenti di Enel Produzione e Cementir Italia spa, nonché ex titolari, ex e attuali commissari dell’Ilva, ora in amministrazione straordinaria, e direttori dello stabilimento siderurgico succedutisi nel tempo: l’accusa è di traffico illecito di rifiuti e attività di gestione dei rifiuti non autorizzata in relazione alla vendita di ceneri e loppa d’altoforno da parte di Enel e Ilva alla Cementir per produrre cemento. In particolare, per Cementir Italia, risultano indagati il rappresentante legale Mario Ciliberto; i direttore centrali approvvigionamenti Giuseppe Troiani, Leonardo Caminiti, gli ex direttori e il direttore dello stabilimento di Taranto Mauro Ranalli, Leonardo Laudicina, Paolo Graziani e Vincenzo Lisi mentre gli indagati legati all’Ilva sono 13: l’ex presidente Nicola Riva, gli ex commissari straordinari Bruno Ferrante ed Enrico Bondi, gli attuali commissari straordinari Pietro Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi, gli ex direttori di stabilimento Luigi Capogrosso, Salvatore De Felice, Adolfo Buffo, Antonio Lupoli e Ruggero Cola e i dirigenti di area Marco Andelmi e Tommaso Capozza. Indagate le tre società coinvolte - Enel Produzione spa, Cementir italia spa e Ilva spa ora in amministrazione straordinaria - per presunti illeciti amministrativi, oltre a 11 dirigenti Enel.

Il 28 settembre finirono sotto sequestro la centrale Enel di Cerano, la Cementir di Taranto e di una piccola area dell’Ilva in amministrazione straordinaria. Non solo. Furono bloccati 523 milioni di euro ritenuti l’ingiusto profitto incassato dall’Enel che avrebbe venduto e non smaltito le ceneri. Ai periti, tra le altre cose, toccherà il compito di valutare le modalità di deposito e trattamento per la loppa in Ilva, le classificazioni di ceneri e loppa fatte da Enel e Ilva siano conformi alla normativa tecnica di settore, il rispetto di autorizzazioni integrate ambientali e anche la presenza di sostanze inquinanti nei primi strati di sottosuolo e acquee sotterranee sotto le vasche di stoccaggio delle ceneri all’Enel di Brindisi.

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