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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 01:12

La sentenza

Taranto, concorso regolare
assolto in appello Colasanto

I giudici hanno ha riformato la sentenza di primo grado, assolvendo con la formula "perchè il fatto non sussiste" dall’accusa di abuso d’ufficio 3 imputati coinvolti nel processo

Taranto, concorso regolareassolto in appello Colasanto

La sezione distaccata di Taranto della Corte d’appello di Lecce (presidente Susanna De Felice) ha riformato la sentenza di primo grado, assolvendo con la formula "perchè il fatto non sussiste» dall’accusa di abuso d’ufficio tre imputati coinvolti nel processo per presunte irregolarità su un concorso da dirigente all’ospedale «Giannuzzi» di Manduria. Si tratta di Agostino Fracasso, dirigente della struttura complessa di chirurgia dal 19 febbraio del 2010 (che era stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione), Domenico Colasanto (un anno e 6 mesi) e Fabrizio Scattaglia (un anno), entrambi ex direttori generali dell’Asl di Taranto.

L’accusa sosteneva come gli imputati avessero arrecato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Fracasso, valutando la sua documentazione sui titoli professionali, presentata - si contestava - fuori termine, e consentendogli poi di ottenere la nomina di primario. Lo stesso procuratore generale, nel suo intervento, aveva chiesto l’assoluzione per gli imputati. Colasanto è stato difeso dall’avv. Vincenza De Michele, Scattaglia dall’avv. Egidio Albanese. Sono cadute anche le statuizioni civili. L’Asl di Taranto aveva chiesto oltre 2 milioni di euro di risarcimento.

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