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Sabato 20 Gennaio 2018 | 16:12

E per Lunedì un incontro

Taranto, guerra al Tar sull'Ilva
ora Provincia contro Regione

Tamburrano chiederà ai Comuni di Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola, a Confindustria e alle organizzazioni sindacali di contrastare l'azione giudiziaria

Ilva, in arrivo altro ricorsoProvincia contro Comune e Regione

di PAOLA LAFORGIA

BARI - Dopo lo scontro frontale tra Regione e Comune di Taranto da un lato e Governo dall’altro, e i ricorsi presentati dai due enti al Tar contro il decreto (Dpcm) che contiene il piano ambientale per la nuova Ilva, nella guerra sul futuro del siderurgico scende in campo anche la Provincia di Taranto con un ricorso «ad opponendum» contro quello presentato da Comune e Regione. L’iniziativa, che di fatto spacca il fronte degli Enti locali nei confronti del governo, è del presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano (di Forza Italia), che si schiera dalla parte dell’esecutivo in difesa del Dpcm che è stato impugnato dinanzi al Tar da Comune e Regione.

La ragione, spiega la Provincia, è che l’atto del governo con il nuovo piano ambientale, «ha dato nuovo impulso all’attività dell’Ilva di Taranto» grazie al «contemperamento degli interesse coinvolti, sia di quelli ambientali e sanitari, sia di quelli imprenditoriali, salvaguardando adeguatamente i livelli occupazionali, nonché garantendo interventi positivi per fronteggiare l’emergenza ambientale». 


La legittimazione della Provincia ad intervenire, si aggiunge nel controricorso, «deriva dalla sua rappresentatività del territorio e delle popolazioni ivi residenti». La Provincia chiede, dunque, al Tar che il ricorso presentato dagli altri due Enti «venga respinto perché inammissibile, irricevibile e comunque infondato in fatto e in diritto». Si apre così anche contenzioso a livello territoriale, dopo quello che vede contrapposti il presidente della Regione, Michele Emiliano, affiancato dal sindaco tarantino Rinaldo Melucci, al Governo.

Lo scontro frontale negli ultimi giorni ha visto aprirsi uno spiraglio di dialogo prima con il ritiro della richiesta di sospensiva che accompagnava il ricorso al Tar, e ieri con l'annuncio di Emiliano di un possibile ritiro del ricorso stesso purché arrivino dal Governo garanzie di una apertura al processo di decarbonizzazione dell’Ilva e della applicazione al piano ambientale della legge regionale sulla previsione del danno sanitario.

Garanzie che per la Regione dovrebbero prendere la forma giuridica dell’Accordo di programma, mentre il governo le propone in forma di 'protocollo d’intesà. Sembrerebbero scaramucce giuridico-amministrative che però, in assenza di accordo che porti al ritiro del ricorso, gettano una pesante ombra sul perfezionamento della vendita ai nuovi acquirenti di Ilva che con un giudizio pendente potrebbero decidere un disimpegno.

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ORA ANCHE UN TAVOLO SU INIZIATIVA DEI COMUNI - Un tavolo istituzionale tarantino in attesa di quello romano. Il sindaco di Montemesola Vito Antonio Punzi ha convocato per lunedì prossimo alle 17 nella sede del Municipio montemesolino la Regione Puglia, i Comuni di Taranto, Massafra, Statte e Crispiano, Confindustria e le organizzazioni sindacali allo scopo di tentare di trovare un punto di intesa comune rispetto allo schema di protocollo di intesa sulla vertenza Ilva inviato dai ministri Calenda e De Vincenti l'altra sera agli enti locali, alle associazioni di categoria e ai rappresentanti dei lavoratori.

«Una iniziativa lodevole – dice il presidente della Provincia Martino Tamburrano, esponente di Forza Italia – che intanto ha il merito di rompere il fronte costituito da Provincia e Comune di Taranto, che si sono arrogati abusivamente il ruolo di unica controparte del Governo, e di mettere attorno ad un tavolo tutti, proprio tutti, gli attori istituzionali. Una iniziativa poi necessaria perché il tempo sta scadendo, se non è già scaduto, e dunque è necessario passare quanto prima ai fatti».

Tamburrano al tavolo presenterà una proposta dirompente, ovvero chiederà ai Comuni di Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola, a Confindustria e alle organizzazioni sindacali di presentare un ricorso ad opponendum al Tar di Lecce che il Comune di Taranto e la Regione Puglia non rinunceranno alla via giudiziaria, ricorso che la Provincia ha già depositato per conto suo tramite l'avvocato Quinto.

«Formalizzerò la proposta lunedì a Montemesola – dice Tamburrano – perché non se ne può più del protagonismo politico del presidente Emiliano che sta gestendo la vertenza Ilva solo per regolare i conti all'interno del Pd e per sistemare i suoi protetti nei collegi e nei listini delle prossime elezioni politiche. Ora basta, non se ne può più. E lo dice uno che appartenendo a Forza Italia non ha evidentemente alcuna utilità a difendere un governo e dei ministri espressioni del Pd. Bisognerebbe scindere la propaganda politica dalla soluzione dei problemi. Allora dico a Melucci e ad Emiliano: mettiamo da parte la lotta politica e concentriamoci sulle cose da fare. Secondo me lo schema firmato dai ministri Calenda e De Vincenti rappresenta un ottimo canovaccio sul quale lavorare, contiene molte cose che avevamo già strappato al tavolo istituzionale irresponsabilmente snobbato da Emiliano e Melucci. Dico a tutti di fare in fretta e di fare bene, non c'è altro tempo da perdere con minuetti e passerelle».

A chi contesta il suo ruolo, Tamburrano risponde a muso duro.

«Voglio ricordare a tutti che la Provincia ha deleghe ben specifiche riguardo all'Aia e al piano ambientale, ci sono numerose e importanti autorizzazioni che sono in capo proprio all'ente che guido e dunque chi ritiene di voler estromettere la Provincia da ogni discorso sull'Ilva fa un errore non solo politico ma anche, se non soprattutto, di merito».

L'auspicio del presidente della Provincia è che a Montemesola tutte le parti in causa riescano a fare sintesi.

«Dobbiamo dare risposte immediate sull'ambiente, facendo partire l'1 febbraio i lavori per la copertura dei parchi minerali; all'acquirente, che non può restare in eterno nel limbo dell'incertezza e che invece ha bisogno di sapere tempi certi e interventi ben definiti riguardo al suo subentro nella gestione del siderurgico; dobbiamo risposte chiare ai sindacati e ai lavoratori che devono capire quanti di loro passeranno alla nuova proprietà e quanti, per quanto tempo e con quali modalità, resteranno invece in capo all'amministrazione straordinaria. Ci sono fatti concreti a cui dare risposte immediate, basta con il tira e molla politico che forse frutterà qualche posto al sole ma che certamente non servirà a ridurre immediate le sofferenze di Taranto».

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