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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:47

LO STOP DEL COMUNE di taranto

Centro «Magna Grecia»
ecco cosa dice la legge

Una norma del '90 permette di bloccare l'assegnazione definitiva

Centro «Magna Grecia»  ecco cosa dice la legge

di FABIO VENERE

TARANTO - Centro sportivo «Magna Grecia», quel toscanaccio di Gino Bartali, campione del ciclismo del Novecento, avrebbe detto: ««L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!». In realtà in questo caso non è tutto sbagliato ma, dopo la decisione dell’Amministrazione Melucci, è certamente tutto da rifare.

Ed allora, in base a quale legge il Comune di Taranto ha revocato un appalto aggiudicato già in via definitiva? Per comprendere la mossa dell’Amministrazione comunale, è illuminante rileggere l’articolo 21 della legge 241 del ‘90 ed i (numerosi) successivi orientamenti giurisprudenziali consolidatisi dopo alcune sentenze della magistratura amministrativa.

La norma stabilisce che «per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo definitivo può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato. La revoca determina l’inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti».

In particolare, in base ad una sentenza del Consiglio di Stato del 2013, viene confermato che possa esserci un ripensamento da parte dell'Amministrazione a seguito di una nuova valutazione dell'interesse pubblico originario. «Deve essere ribadito, inoltre, il consolidato indirizzo giurisprudenziale per il quale nei contratti pubblici, anche dopo l'intervento dell'aggiudicazione definitiva, non è precluso - si riporta testualmente - all'Amministrazione appaltante di revocare l'aggiudicazione stessa, in presenza di un interesse pubblico individuato in concreto, che ben può consistere nella mancanza di risorse economiche idonee a sostenere la realizzazione dell'opera».

In altre parole, secondo questa legge, il Comune di Taranto può revocare un appalto aggiudicato definitivamente magari in considerazione del fatto che, nel caso specifico (quello del centro sportivo «Magna Grecia») sono mutate le condizioni rispetto al quadro originario di partenza.

Il riferimento è, ovviamente, alla stima degli interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria inizialmente stimati in 357mila euro ma poi lievitati a 1,1 milioni di euro, in seguito a numerosi atti vandalici e furti compiuti all’interno della struttura compresa tra le vie Zara, Trentino Alto Adige, Cadore e viale Magna Grecia. All’associazione d’imprese che aveva vinto il bando di gara dovrà essere comunque riconosciuto un indennizzo. Si tratta di una somma, da determinare in base alla documentazione prodotta, che dovrebbe rimborsare i costi sostenuti in fase di progettazione da parte dell’azienda (consulenze e altre spese di natura simile).

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