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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 10:53

Lotta all'abusivismo

«Ambulanti irregolari»
retata della Polizia locale

Verbali con sanzione complessiva di oltre 5mila euro

 «Ambulanti irregolari» retata della Polizia locale

Giro di vite della Polizia locale contro l’abusivismo commerciale. Gli agenti hanno effettuato una operazione congiunta con la Polizia di Stato puntando al controllo degli operatori che esercitano l’attività di vendita ambulante di alimenti in carenza o in contrasto con le autorizzazioni di legge, anche con occupazione abusiva di aree pubbliche. Sono stati elevati verbali con una sanzione complessiva di oltre 5mila euro e sono stati sequestrati 150 chili di prodotti ortofrutticoli, successivamente distrutti poiché non commestibili. L’attività è stata coordinata dal tenente Anna Pia Benefico, responsabile del reparto della Polizia commerciale, e dal funzionario della Polizia di Stato, «che - spiega una nota del Comune - unitamente a tutto il personale appartenente alle forze di polizia, hanno saputo gestire una situazione che poteva facilmente degenerare in conflittualità e particolari criticità».

L’operazione di contrasto all’abusivismo commerciale si inserisce in un quadro più ampio di «programmazione del rispetto della cultura della legalità - si aggiunge - e rafforza il senso della sicurezza e della presenza delle istituzioni nel controllo e nella vigilanza del territorio».

La Polizia Locale, commenta il sindaco Rinaldo Melucci, «nonostante l’esiguo contingentamento, sta dando prova di responsabilità e di professionalità, accompagnando con impegno la programmazione dell’amministrazione che mira a ripulire quelle sacche di illegalità che erano state per troppo tempo sotto gli occhi di tutti ad offesa di quei cittadini rispettosi della regola e della civile convivenza».

Confcommercio contesta invece violazioni nelle attività di bed and breakfast, alloggi, stanze in appartamenti, case vacanza. «Le piattaforme di prenotazione on line più note (Airbnb.it, Booking.com, Tripadvisor), e quelle meno famose, sono piene - osserva l’associazione dei commercianti - di annunci ed offerte di posti letto in formula extra alberghiera. Buona parte di queste proposte non compaiono negli elenchi ufficiali dei Comuni, ai quali devono obbligatoriamente iscriversi le strutture che svolgono attività ricettiva, sia che si tratti di attività imprenditoriale (cioè con obbligo di iscrizione alla Camera di commercio), che familiare. Una differenza su cui giocano spesso i conduttori di tali attività».

Una delle prime regole, per quanti svolgono attività turistico-ricettiva extralberghiera, è «l’elusione - attacca Confcommercio - dell’obbligo di residenza nel caso del b&b familiare, ma molti di questi conduttori non solo non risiedono nell’appartamento, ma offrono alloggio in più unità abitative».

I presidenti di Federalberghi, Angelo Basile, e delle Imprese dell’ospitalità extra alberghiera, Lara Panessa, «tornano a sollecitare l’intervento delle Istituzioni e chiedono azioni decise per contrastare l’abusivismo e la concorrenza sleale nel settore ricettivo. La problematica dell’esercizio abusivo dell’attività turistico-ricettiva nel territorio provinciale e nel capoluogo - dichiarano i due presidenti di categoria - è di notevoli proporzioni e sfugge ormai ad ogni forma di controllo, consentendo la crescita di un mercato parallelo illegale che sviluppa profitti e reddito». La questione posta già nel passato all’attenzione delle istituzioni, torna al centro di una lettera all’indirizzo del comandante provinciale della Guardia di Finanza, Gianfranco Lucignano «che - informa Confcommercio - ha prontamente fatto sapere che il fenomeno è all’attenzione del comando provinciale e che proprio recentemente sono stati avviati alcuni controlli all’indirizzo di b&b nel capoluogo. Su otto attività, due sono risultate irregolari, le altre sei sono attualmente monitorate».

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