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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 16:40

il 3 dicembre la presentazione

Grottaglie, ritrovata croce
d'altare della Chiesa Madre

Una preziosa testimonianza di arte argentaria della Puglia

Grottaglie, ritrovata croce d'altare della Chiesa Madre

Raffaella Capriglia

GROTTAGLIE - Una straordinaria scoperta a Grottaglie: è stata ritrovata la grande croce d’altare della Chiesa Madre risalente ai primi anni del Cinquecento. Definita già nei documenti antichi “bellissima” e “de notevole artificio”, è da considerarsi una preziosa e notevole testimonianza di arte argentaria del territorio pugliese.

La presentazione della croce avverrà nella Chiesa Madre domenica 3 dicembre, alle ore 19, con relazione di Rosario Quaranta e intervento all’organo rinascimentale del maestro Nunzio Dello Iacovo. Dopo il recente restauro dell’organo rinascimentale (il più antico di Puglia e uno dei più antichi d’Italia) e dopo la ricollocazione nell’abside della Chiesa Madre della grande tela seicentesca dell’Annunciazione, sottratta con un’accorta operazione di recupero e restauro a un progressivo deterioramento, Grottaglie ritrova, così, un altro pezzo della propria storia e della propria cultura. Si tratta della grande croce d’altare d’argento, fatta realizzare per la Chiesa Madre nei primi decenni del Cinquecento dall’arciprete Francesco Antonio Sammarco e ritenuta dispersa dopo i lavori condotti negli anni Sessanta del secolo scorso.

La ricomparsa di questa preziosa croce conferma ed estende nel tempo l’importanza già evidenziata dalla Collegiata grottagliese all’interno dell’arte argentaria, grazie al pregevole ostensorio quattrocentesco di Francesco Caputo (di cui si sono occupati storici e critici) e alle artistiche statue d’argento della Madonna della Mutata (1777) e di San Francesco de Geronimo (1894). Si tratta di una grande croce con anima di legno, rivestita di lamine argentee artisticamente lavorate. Una sua precisa descrizione viene fatta in un documento del 1557. Alla descrizione si aggiunge anche un giudizio estetico sulle figure che “sono bellissime de relevo”; insomma un’opera “de notabile artificio”. In una successiva descrizione, fatta nella visita pastorale di mons. Lelio Brancaccio nel 1577, leggiamo anche che «il pomo della stessa croce è di bronzo in quattro parti, delle quali due sono esagonali, cioè quelle medie; quelle estreme sono rotonde con propria cupola. Nelle due superiori sono scolpite dodici immagini degli Apostoli e tutto il pomo è dorato, e nello stesso pomo sono collegate le insegne della casa e della famiglia de Sammarco».

«Abbiamo ritenuto opportuno - dice don Eligio Grimaldi, parroco della Chiesa Madre - condividere con la nostra comunità, ma anche con gli amanti dell’arte e con gli studiosi, l’importanza del ritrovamento di questo prezioso cimelio di indubbio valore religioso, storico e artistico. Un ritrovamento che provvidenzialmente si aggiunge ai tanti e notevoli elementi artistici della nostra Collegiata».

Domenica 3 dicembre, a introdurre sarà lo stesso don Eligio, cui seguirà la relazione del prof. Rosario Quaranta al quale è toccata la ventura di “ritrovare” la croce che giaceva dimenticata in un oscuro deposito della Chiesa Madre e di rintracciare anche l’interessante documentazione storica relativa. Il maestro Nunzio Dello Iacovo farà risuonare la voce dell’organo rinascimentale con un intermezzo musicale che prevede brani di D. Buxtehude, Bach e Buondonno.

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