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Giovedì 14 Dicembre 2017 | 01:44

Melucci contro Calenda

Ilva, il Comune non è invitato
al Mise. Sindaco: faccio ricorso

Il primo cittadino aveva chiesto entro oggi la convocazione al tavolo romano, ma non è arrivata. Annunciata azione al Tar

«Sarà mia premura tornare presto al ministro Calenda con evidenza del deposito del ricorso che tutta Taranto attende, anche considerato che avevamo richiesto al Mise per la data di venerdì 24 novembre una convocazione formale per Taranto e non è mai giunto alcun utile riscontro». Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci polemizza così con il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, per la mancata convocazione di un incontro specifico per Taranto in merito alla questione della cessione dell’Ilva e annuncia che formalizzerà il ricorso contro il Decreto del 29 settembre scorso relativo al piano ambientale per lo stabilimento siderurgico. Melucci chiama in causa anche un altro rappresentante del governo definendo "buffa, altresì, la recente dichiarazione del ministro De Vincenti (titolare del dicastero per il Mezzogiorno ndr) che parla di soluzione non logica, circa l’intenzione di impugnare il Dpcm sull'Aia Ilva. Se il ministro me lo avesse detto vis-à-vis, lo avrei pregato, sempre di persona, di concedermi il beneficio del dubbio, considerato che ad oggi non si registrano mie dichiarazioni poi rivelatesi illogiche, false o superficiali».
Melucci invita «se possibile a mantenere sempre alto il livello del dibattito senza scadere in dichiarazioni al limite dell’offensivo, quando si commentano scelte che tutto sono fuorché teatrali o dettate dal desiderio di ribalta, clamore o vetrina elettorale». «A Taranto - conclude - ci si ammala sul serio e si lotta drammaticamente per il posto si lavoro. Di sicuro al Comune nessuno ci scherza su».

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